Cesena, 26 aprile 2017 - IL 25 APRILE non è più la festa di tutti. Non è questione di bandiere o di schieramenti politici, ma di bambini che escono da scuola ritirati dai genitori proprio prima dell’inizio di una manifestazione dedicata alla Liberazione o se ne restano in silenzio, su suggerimento di mamme e papà, al momento dell’esecuzione di ‘Bella Ciao’.

Il fatto, citato ieri mattina dal sindaco Paolo Lucchi in occasione delle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, si è verificato sabato mattina in una scuola media della città. Il preambolo era avvenuto qualche giorno prima, quando alla presidenza dell’istituto erano arrivate email anonime, firmate genericamente da ‘un papà’ nelle quali si faceva riferimento a un gruppo di genitori in disaccordo con la partecipazione della scolaresca a un evento pubblico e dedicato appunto al vicino anniversario.

Nel testo, è bene specificarlo, non veniva criticata la decisione di celebrare la Liberazione, quanto piuttosto la scelta di farlo chiedendo ai ragazzini di intonare le note di ‘Bella Ciao’, canzone simbolo della Resistenza partigiana ritenuta da chi scriveva un chiaro riferimento a una sola parte politica, solo quella comunista, e dunque un tentativo di etichettare la giornata come una festa ‘solo per qualcuno’.

Le risposte inviate dall’ufficio scolastico evidentemente non sono state abbastanza convincenti, visto che sabato scorso, dopo il suono della campanella che sanciva la fine della seconda ora di lezione, quando le classi si apprestavano a uscire dall’istituto per raggiungere il luogo della manifestazione, alcuni genitori hanno presentato domanda di uscita anticipata per i loro figli.

Altri ragazzini invece, pur partecipando all’evento, sarebbero rimasti in silenzio durante l’esecuzione di ‘Bella Ciao’, facendo presente agli insegnanti di aver ricevuto tale suggerimento dalle rispettive famiglie. La reazione di chi non ha gradito la decisione presa dall’istituto scolastico non è passata inosservata nemmeno al primo cittadino, che ieri ha fermamente condannato il gesto davanti ai partecipanti alla manifestazione ufficiale della città, che erano tanti, ma che non erano tutti.

La categoria meno rappresentata era quella dei giovani, evidentemente sempre più lontani dagli ideali di una festa che sta perdendo il suo appeal. Lo ha dimostrato la reazione di un ragazzo in bici. Pedalava lungo la via del Serraglio, ha visto le bandiere e ha sentito le voci al microfono. Si è fermato. «Che cos’è?». «La manifestazione del 25 aprile». «Ah, solo quello?». E’ ripartito. Sì, quello. Il ‘solo’ è di troppo.