Cesena, 29 gennaio 2017 - Le dimissioni dell’assessore Tommaso Dionigi, presentate venerdì sera e che ieri mattina il sindaco Paolo Lucchi ha accettato, spingeranno le opposizioni verso il rientro in consiglio comunale, ora che una delle poste in palio – forse la più ambita dalle minoranze - è stata conquistata? È una delle domande ricorrente del day after l’abbandono dell’assessore a Sviluppo e Innovazione.

«Ho convocato il comitato politico che si riunirà domani sera - afferma Marco Casali, capogruppo di Libera Cesena – Ci confronteremo, ma ritengo che a questo punto possa essere nell’ordine delle cose un processo di normalizazione della nostra protesta anche sotto il profilo istituzionale. La vicenda ha dimostrato che nessuno è imbattibile e che abbiamo fatto bene a proseguire. Il sindaco avrà imparato che non può pensare di dominare in modo assoluto». «Le dimissioni di Dionigi sono la conclusione di una vicenda che parte dall’inopportunità politica - afferma il consigliere di Libera Cesena Stefano Spinelli – di un assessore nominato nel comitato CesenaLab, il cui compito è l’avvio e il sostegno finanziario di nuove imprese, nello stesso settore in cui operano le sue società. Non mi va di esultare, anche se Libera Cesena aveva chiesto a più riprese il ritiro delle deleghe all’assessore (specie quella alla trasparenza) e la sua uscita da CesenaLab. Questa vicenda è una sconfitta della politica, ora è giusto guardare avanti e ricominciare a parlare dei problemi concreti della città».

«Le dimissioni dell’assessore sono un atto dovuto – afferma Vittorio Valletta, capogruppo di Cesena Siamo Noi – Ma non bastano a rimettere a posto le cose. Restano tutte le criticità da noi denunciate, la mancanza di trasparenza ad esempio in ‘Zona A’ e nel bando della Rocca. Mi sorprende poi che Dionigi e anche il sindaco si siano scagliati indistintamente contro tutte le opposizioni». «È prematuro dire se torneremo o meno in consiglio comunale – sostiene invece il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giorgio Gustavo Rosso – Ci riuniremo tra noi, poi con le altre opposizioni, quindi con il gruppo completo del controconsiglio per fare le opportune valutazioni. Dico però che la lettera di Dionigi mi pare vergognosa. Non ammette che le sue sono state azioni del tutto inappropriate e deforma i fatti con propaganda e arroganza. Noi non abbiamo nulla contro la sua persona, molto contro i suoi comportamenti».

«Le dimissioni di Dionigi sono solo il punto di partenza per avere più trasparenza e partecipazione», aggiunge la consigliera grillina Natascia Guiduzzi. Anche il gruppo Possibile Cesena dice la sua: «Uno scontro politico dal quale il sindaco Lucchi e la sua maggioranza, arrogante e arroccata, escono con le ossa rotte». Ed ecco il sindaco che ieri mattina ha scritto una lettera ai consiglieri comunali per informarli delle dimissioni ricevute e di averle accettate. «Quello contro Dionigi è un clima da caccia alle streghe Ben venga quindi un giudizio esterno e autorevole come quello che tutti attendiamo dalla Procura della Repubblica e dall’Anac, alle quali alcuni gruppi consiliari paiono aver inviato esposti, con l’obiettivo di verificare se gli atti compiuti dall’amministrazione, in particolare su CesenaLab ed in generale nei settori dei quali Dionigi ha avuto la responsabilità, siano legittimi. In attesa del giudizio sul campo restano la violenza verbale con la quale Tommaso in questi mesi è stato aggredito».

«Quando negli ultimi mesi più mi ha dichiarato la sua sempre maggiore fatica a reggere attacchi personali soprattutto sui social – prosegue Lucchi – gli ho chiesto sempre di tenere botta. Ma ieri, quando per l’ennesima volta mi ha chiesto di dimettersi, trovandolo stanco ed abbattuto, non ho saputo più dirgli di no».