Cesena, 1 febbraio 2017 - Capogrupo Marco Casali è subentrato da meno di un mese a Gilberto Zoffoli.

Libera Cesena si è confrontata anche con le altre forze di opposizione sulla decisione di rientrare in consiglio comunale?

«No, perché Libera Cesena ha una sua autonomia e la decisione di rientrare è stata unanime. Quando abbiamo lanciato il silenzio istituzionale non lo abbiamo concordato con nessuno esterno al gruppo».

Come potrebbe proseguire l’esperienza del controconsiglio?

«Il termine contro ha senso per noi solo se limitato nel tempo. Non si può essere perennemente contro. Le proteste forti, come quella del controconsiglio, hanno utilità se sono novità e se hanno un obiettivo specifico. Se si protraggono troppo a lungo cadono nell’oblio e se l’obiettivo non è chiaro, diventano non comprese alla città».

Ritiene sia stato fondamentale proseguire la protesta col secondo controconsiglio per arrivare alle dimissioni di Dionigi, oppure il cedimento dell’assessore si sarebbe avuto anche se foste rientrati in consiglio comunale?

«Il cedimento psicologico dell’assessore, ammesso che ci sia stato e lo posso anche ipotizzare, può essere effetto della reiterazione della protesta. Ma allora qui il vero colpevole è il sindaco Lucchi che doveva capire da subito il grave disagio che si era venuto a creare con la vicenda Habenas e Cesena Lab. Ha voluto fare il braccio di ferro, ma ha perso. Questa la nostra vera vittoria: sui valori. Non le dimissioni di Dionigi. Spiace perché Libera Cesena ce l’ha messa tutta per farlo capire e non rendere prigioniera questa città per tre mesi».

L’assunzione del ruolo di capogruppo potrebbe portarla alla candidatura per le amministrative del 2019?

«A me piace il lavoro di gruppo e leader non si diventa per una contingenza. Lo si diventa nel tempo specie se lo riconoscono gli altri».

Quali sono le priorità su cui incalzerete l’amministrazione comunale?

«Sicurezza, fiscalità locale e urbanistica in tutte le loro declinazioni sono fra le priorità. In particolare puntiamo su sicurezza personale e del territorio che significa presenza, controllo e verifica puntuale, infrastrutture utili da completare (lotto zero della secante), adeguamento sismico degli edifici pubblici, viabilità e sosta, fiscalità e urbanistica. Certamente non mancherà la vigilanza su trasparenza e partecipazione, i due punti forti della mobilitazione di questi mesi».

Qual è la posizione di Libera Cesena sul nuovo ospedale nell’area di Villachiaviche?

«La scelta dell’area da parte dell’amministrazione comunale è stata frettolosa. Anche quella decisione, l’unica che i consiglieri di Cesena dovevano prendere, era già stata evidentemente assunta da altri».

Lei e Lucchi pare proprio non vi prendiate, per carattere. Pensa che il sindaco possa soffrire di più un antagonista col suo stile rispetto a quello di Gilberto Zoffoli?

«Se c’è una cosa che il sindaco deve soffrire, questa è la bontà delle proposte che Libera Cesena farà. Su questo c’è scontro, sempre. Per il resto, pur non comprando la soletta performante, c’è grande stima».