Cesena, 6 ottobre 2017 - La visita di papa Francesco a Cesena, tra tanto entusiasmo e commozione per l’umanità e le parole del pontefice, ha lasciato anche una scia di polemiche per l’impatto di divieti e transenne sull’attività dei pubblici esercizi.

Diversi locali, ai quali era stato chiesto di tenere aperto fuori orario per soddisfare l’atteso aumento di visitatori, si sono ritrovati però isolati e ostacolati, con notevoli perdite economiche. Tra le tante testimonianze risalta però quella di Tommaso Di Felice per il suo risvolto positivo: «Quello che ho vissuto suona più o meno così: le tante persone attese, l’investimento per l’acquisto di brioche pizzette e personale, la sveglia alle 5, le transenne di fronte al locale impediscono l’accesso a chiunque. La delusione dei titolari sembra una storia già sentita. Ma poi la storia viene capovolta. Mi spiego meglio. Ho 22 anni e lavoravo al ristorante greco Atene in piazza Amendola. Lo stesso ristorante che, nei giorni precedenti, aveva investito tempo e denaro nella preparazione di quella giornata.

Tante persone previste che fino dalla mattina presto avrebbero affollato la sala. La mattina del 1º ottobre ero a fare servizio d’ordine in piazza del popolo col mio fazzolettone e il mio gruppo, scout. Appena salutato il papa sulle 10, mi reco al ristorante per un saluto a Dinko ed Elena, quando noto le transenne e le facce desolate dei due titolari.

Le transenne per la sicurezza e la severa attenzione ad accessi e deflussi hanno impedito alla loro attività di vedere entrare i clienti. Nemmeno uno. Sui tavoli 80 brioche che andavano smaltite e nessuno che sapesse trovare alternative al cestino. Sto per salutarli per recarmi a Sant’Agostino dove avrei assistito alla S.Messa organizzata per tutti i bambini e ragazzi scout che hanno assistito al passaggio del papa. Finché Elena, guardandomi a testa bassa propone di portare tutte le brioche per i nostri lupetti (bambini 8-10 anni) Rifiutando il denaro offertogli in cambio, nonostante il totale flop economico della mattinata. Accetto il dono e ora, a qualche giorno di distanza, non posso far altro che segnalare la generosità del gesto, di cui la nostra città ha solo da imparare. L’entusiasmo dei bambini e ragazzi (circa 60) che, al termine della cerimonia, hanno chiuso La giornata con quelle brioche, ha scaldato il mio cuore e vorrei scaldasse quello di tanti altri cesenati».