Civitanova Marche, 9 settembre 2017 – Ieri mattina, tra alcuni dei palazzi dietro la stazione, c’era il custode Antonio Nicoletta, intento a pulire le cicche di sigaretta buttate in giro. E non solo quelle. «Sono operazioni che faccio quotidianamente – spiega –, o comunque appena possibile. Non è vero che non pensiamo al decoro della zona, anzi. E la curatela fallimentare quando c’è bisogno fa tagliare il prato o quando servono altri lavori di manutenzione si è sempre attivata». Nei giorni scorsi era tornata alle cronache la situazione della zona, con senzatetto e sbandati che bivaccano tra gli androni. C’era anche stato mercoledì mattina un blitz, con l’ufficio ambiente comunale che aveva provveduto alla bonifica. «Qui tornano però a dormire di continuo – ammette il custode, in servizio da ottobre 2014 – anche stanotte (ieri, ndr). Vengono la sera, le forze di polizia per fare uno sgombero dovrebbero intervenire o verso le 23 o prima dell’alba, perché per le 5 vanno via. La situazione non è facile: essendo i condomini ancora non tutti abitati queste persone si sentono autorizzate a fare come vogliono. Mi hanno anche minacciato, dicendo che avrebbero rotto i vetri dei locali per dispetto».

Pure ieri Nicoletta ha tolto tra i cespugli un sacco pieno di indumenti, una coperta e un boccione di vino vuoto, per poi buttarli. Quindi si è dedicato alla pulizia con l’acqua degli anfratti usati dai soliti come orinatoi. L’odore era insopportabile. L’avvocato Lorenzo Riccetti è l’amministratore dei condomini. «Il fallimento dell’impresa – dice – ha lasciato l’amministrazione in difficoltà economica: all’inizio erano stati venduti solo pochissimi immobili in una delle palazzine e il condominio non ha disponibilità a seguito delle insolvenze, con grosse difficoltà nelle forniture. L’energia pubblica è stata staccata. La morosità ha creato questa situazione. Ora si sta provvedendo alla vendita degli immobili, con aste che stanno suscitando interesse vista l’appetibilità. A breve quindi ci si augura di ricostruire con i proprietari un’assemblea condominiale e risolvere alcune situazioni».

«Sulla questione dei soggetti che si accampano – osserva – l’attività non può essere espletata dal condominio, trattandosi di ordine pubblico. Addirittura i parchi da convenzione dovrebbero essere presi alla fine in carico dal pubblico, ma con il fallimento è rimasto fermo questo passaggio. Noi comunque pur nei limiti del budget teniamo a fare pulizie».

Michele Mastrangelo