Civitanova Marche, 28 gennaio 2017 - Anno 1951, fabbrica Cecchetti. Si è da poco usciti da una guerra devastante, il lavoro comincia a mancare, l’azienda ha predisposto un folto programma di licenziamenti, lo scontro politico è violento, i sindacati organizzano battaglie feroci, gli animi sono tesi e si accendono quando al termine del loro turno di lavoro, gli operai leggono nella bacheca aziendale la lista dei licenziati.

Disperazione, incertezza e preoccupazione sul volto di tutti; le donne di casa sono coinvolte nella protesta e si ammassano minacciose davanti ai cancelli della fabbrica. Immagini di ieri, sempre vive in chi ha vissuto l’epoca. Negli anni di guerra si fabbricavano armi e materiale bellico, finita la guerra c’era la necessità di convertire l’azienda in altre attività, quella rotabile in particolare. Gli operai, però, che nel massimo splendore avevano toccato quota 2.000 e più, sono troppi e la direzione aziendale taglia i posti.

Questo il quadro sociale della situazione. Mentre la città è alle prese con tale realtà, i servizi segreti americani, la Cia, si occupano di altro. Di che cosa lo si scopre oggi, con documenti riservati cui è stato tolto il segreto. Per quale motivo lo fossero, vista la natura delle informazioni, probabilmente solo gli esperti di queste cose lo sanno, a noi il compito di dire come anche la fabbrica per eccellenza dei civitanovesi e del territorio rientrasse fortemente nelle attenzioni dei servizi segreti americani, che in un dettagliatissimo report appuntano tutti i particolari della produzione. La Cecchetti, come altre grandi aziende che producono treni, carrozze, locomotive, motori e simili.

Nel report si dettaglia fin nei minimi particolari; si specifica se un’azienda produce in proprio o ripara, che tipo di prodotto realizza, quanti carri, vagoni e locomotive ogni anno. Ed è qui che è appuntato il nome della fabbrica Officine meccaniche Cecchetti, a Civitanova, near (vicino) Macerata, accanto a quello di aziende di grandi dimensioni come la Ansaldo e la Piaggio di Genova, le officine costruzioni riparazioni napoletane. Nel report si riporta anche il numero dei pezzi prodotti, ma questi non sono dettagliati. Forse questo non interessava ai servizi Usa.