Civitanova, 13 dicembre 2017 - Un sos per il mutuo negli auguri di Natale inviati dal parroco della chiesa di San Marone ai propri fedeli. Don Giovanni Molinari, come usanza nella comunità salesiana, in questi giorni ha fatto recapitare nelle case una letterina in cui ricorda a tutti i valori della fede cristiana oltre all’importanza di mettere periodicamente mano al portafoglio: ci sono i debiti da pagare per la realizzazione della nuova chiesa, recentemente inaugurata.

Perché va bene il vangelico “date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio” ma le scadenze delle rate mutuo ci sono e arrivano puntuali a ricordare le terrene incombenze. Qualche fedele ha mugugnato, lamentando il continuo battere cassa della Chiesa, altri mettono la mano al portafoglio e tirano fuori l’obolo.

“Carissimi fratelli nella fede – scrive don Giovanni –, con gli auguri di Natale vi giungano queste poche righe per esprimere la nostra gratitudine a tutti voi per il sostegno dato per la realizzazione della nuova chiesa dedicata a Santa Maria ausiliatrice. Siamo ora di fronte a due nuovi impegni: il primo è la crescita cristiana di tutta la nostra comunità, perché è bella la chiesa, ma deve essere altrettanto bella e forse di più la nostra vita cristiana. Il secondo impegno è continuare a donare il nostro contributo per poter onorare il mutuo contratto con la banca per completare tutti i pagamenti. Rinnovo pertanto la richiesta a continuare, da parte delle famiglie, nella donazione di 5 euro mensili”.

Un augurio che non è stato accolto con la stessa letizia in tutte le case: don Giovanni invita a non fare polemiche. “C’è tanta generosità da parte dei parrocchiani – spiega Molinari –, spero che continui. Non capisco chi vuole criticare questa iniziativa. Per carità, hanno il diritto di farlo, ma basterebbe astenersi dal donare senza fare polemiche. A quanto ammonta il mutuo? Circa un milione di euro. Comunque, ogni volta che con la Chiesa intraprendiamo un’iniziativa coinvolgiamo i nostri fedeli, e c’è sempre qualcuno che fa polemica. E sinceramente questo non lo capisco, basterebbe astenersi. Il nostro è un invito, non un obbligo”.