Porto Recanati (Macerata), 20 settembre 2014 - La sempre crescente diffusione dell’eroina, i problemi di sicurezza dovuti alla presenza di pregiudicati e clandestini, le questioni di carattere sanitario. Tanti motivi di allarme e preoccupazione hanno portato l’Hotel House di Porto Recanati al centro di un incontro in Prefettura. Dal confronto è emersa la necessità di mettere in campo subito una serie di interventi pratici, per garantire la sicurezza pubblica e la salute dei cittadini dentro e fuori il maxi condominio portorecanatese.

Di questo si è parlato ieri mattina in Prefettura, nell’incontro del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza nel quale il procuratore capo Giovanni Giorgio ha voluto si parlasse, in via prioritaria, del maxi condominio portorecanatese. Le questioni da affrontare sono molteplici, per questo all’incontro il procuratore ha coinvolto, oltre ai responsabili provinciali delle forze dell’ordine, anche i vertici dell’Asur e il primo cittadino. Il sindaco di Porto Recanati Sabrina Montali ha ammesso subito che la situazione all’Hotel House è preoccupante e problematica sotto diversi aspetti. Per questo si è deciso di convocare quanto prima una riunione operativa, per affrontare le questioni di natura igienico sanitaria, di sicurezza pubblica e non solo.

«Ci vorrà un’azione interistituzionale coordinata — ha spiegato il procuratore capo Giovanni Giorgio — per affrontare i diversi aspetti critici del condominio». Di recente, sono emerse proprio le questioni sanitarie: la convivenza di oltre duemila persone provenienti da paesi diversi, alcuni dei quali molto poveri, con abitudini diverse e poca confidenza con le basilari norme igieniche, espone al rischio di contagio per quanto riguarda alcune malattie. Al di là dell’ebola, di cui si parla molto ma che di fatto non è così facile da contrarre, ci sono virus che possono trasmettersi e che è meglio tenere sotto controllo. C’è poi l’aspetto inquietante della criminalità.

All’Hotel House abitano moltissimi pakistani, gruppo che negli ultimi tempi ha preso il controllo del traffico di stupefacenti. Lo rivela anche il fatto che la maggioranza di loro risulta disoccupata, eppure non è difficile trovarli ai videopoker a spendere somme ragguardevoli. Le indagini su questo gruppo di immigrati sono molto ardue, perché si tratta di un gruppo chiuso, compatto, che usa diversi ed efficaci accorgimenti per evitare arresti e sequestri di stupefacenti. Le forze dell’ordine segnalano come l’abuso di eroina sia in forte aumento, anche per via del cambio di abitudini: la sostanza viene ora fumata, e non iniettata, ma questo sembra dare ai ragazzi l’illusione che così sia meno pericolosa e non crei dipendenza. Una cosa del tutto falsa. Anche su questo servono interventi mirati, di cui ora si parlerà con il gruppo operativo della Prefettura.