Civitanova, 10 ottobre 2017 - È stato tempestato di telefonate il presidente Emilio Romoli, che coordina i 60 fruitori degli orti sociali in località Chiarino a Recanati. Non per avere consigli su come realizzare la miglior coltura stagionale, ma per lamentare ognuno di aver avuto a che fare con presenze estranee nella zona, sfociate spesso in furti e manomissione dei mezzi con i quali gli affittuari dei piccoli appezzamenti di terreno vanno al lavoro.

Brucia particolarmente a una donna il furto di 170 euro che aveva lasciato in auto in una borsa. La notizia di questi ripetuti raid ladreschi, non solo ai danni delle coltivazioni ma soprattutto degli effetti personali lasciati in auto per il tempo dei lavori nei piccoli orti, ha mosso le proteste di molti recanatesi che stanno ora pensando di tornare indietro e di abbandonare quello che avevano abbracciato inizialmente con entusiasmo, conciliando l’hobby della coltivazione con la soddisfazione di ricavarci qualcosa da portare sulla tavola della propria casa. Romoli raccomanda a tutti di stare molto attenti e di non lasciare in auto borse o oggetti che possano attrarre i mariuoli che, come falchi, si aggirano nella zona pronti a colpire a ogni minima distrazione.

Anche lui, il presidente, ha da raccontare uno spiacevole fatto personale. Tempo fa si trovava nel campicello quando ha visto passare sulla strada bianca dei ragazzi in bicicletta e uno di questi si è messo a salutarlo sbracciandosi come se lo sfottesse. Quando è tornato indietro ha capito anche il motivo di tanta espansione: gli avevano forzato lo sportello dell’auto e sottratto il borsello. Il danno maggiore è stato quello del cambio del tamburo della serratura, costo 250 euro. Lui il sospetto che siano persone che precorrono in bici ogni giorno quella strada da Chiarino a Porto Recanati ce l’ha e forse non è del tutto infondato. Spetterebbe magari ai carabinieri, dove sono piovute più di una denuncia e segnalazione, avviare accertamenti e stroncare una volta per tutte questo giro di micro criminalità, che rischia di far saltare un progetto lodevole come quello degli orti sociali, gestito dal Comune sui concessione di area agricola da parte degli Ircer di Recanati.