Macerata, 3 gennaio 2018 - Un 21enne di Potenza Picena è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Macerata, perché colpito da malaria. Il ragazzo si è sentito male il 28 dicembre, il giorno dopo essere rientrato dall’Angola, Paese africano in cui si era recato un anno fa, il 30 dicembre 2016, a quanto si sa per dei motivi di lavoro. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova, sulla base dei sintomi manifestati (tra l’altro febbre alta, anche a 40 gradi), i sanitari l’hanno sottoposto ad accurati esami, che hanno portato alla diagnosi: malaria. Dopo di che, tenuto conto delle caratteristiche della malattia, è stato trasferito nel reparto di malattie infettive di Macerata, per essere sottoposto a tutte le cure del caso. Il quadro attuale sembra comunque presentare la malattia in una forma non particolarmente aggressiva, anche se bisognerà attendere qualche giorno per capire bene l’evolversi di questa situazione.


I vertici dell’Area Vasta 3 hanno denunciato il caso al ministero della salute e all’Istituto Superiore di sanità, che monitorano le persone colpite da malattie come questa, sia per avere una chiara provenienza geografica, sia per accertare l’intensità delle stesse e gli effetti sui pazienti. Questo nuovo caso di malaria fa seguito a quello avvenuto alla fine di settembre, quando al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova era stato trasportato un uomo di 48 anni, appena rientrato dal suo Paese di origine, il Senegal. Anche lui aveva febbre alta, parlava a malapena e accusava forti dolori articolari. Poi era stato trasferito nell’ospedale di Macerata. Su questo caso, proprio nei giorni scorsi, dopo circa due mesi e mezzo da quando la direzione sanitaria dell’Area Vasta 3 aveva inviato la relativa docuemntazione, l’Istituto superiore di sanità, ha confermato che il senegalese, allora residente all’Hotel House di Porto Recanati, era stato effettivamente colpito da un’infiammazione da malaria. Un responso importante. Le diverse analisi effettuate subito dopo il ricovero, infatti, non sembravano lasciare dubbi; poi, però, in un secondo momento si era ritenuto necessario approfondire la situazione, anche perché l’esame (che può essere effettuato con diverse metodologie, dirette e indirette) può produrre una diagnosi certa e immediata, tanto più elevato è il numero dei parassiti (i plasmodi) presenti, mentre se questi sono rari (come nel caso in questione), decifrare gli esiti può diventare più complicato.

Come allora, anche oggi, con questo nuovo caso che ha colpito il 21enne potentino, è da escludere la presenza di focolai locali e, infatti, non erano – e non sono – stati presi dei provvedimenti di carattere sanitario (anche perché la malaria non è contagiosa ma invece veicolata dalla zanzara). 
I vertici dell’Area Vasta 3 stanno anche verificando se il ragazzo, prima di partire, avesse o meno effettuato la profilassi indicata per chi si reca in certe aree del mondo, specie in Africa, dove la malaria è più diffusa che altrove. Ma non è detto che questo spieghi la situazione. È possibile anche che il ragazzo si sia sottoposto a profilassi, magari prima di partire o appena arrivato in Angola; ma questo non significa che ciò l’abbia posto al riparo dalla malattia visto il lungo periodo passato nel paese africano.