Civitanova, 1 novembre 2017 - Si è perso il conto in città dei tanti tentativi di truffa ai danni di anziani di cui si ha notizia: alcuni, per fortuna, non sono andati a buon fine ma altri, purtroppo, hanno invece provocato delle vittime. L’ennesimo caso coinvolge una 81enne, Maria G., e a raccontarlo su Facebook è la figlia Daniela, che lo fa con l’intenzione di avvertire tutti di stare attenti «in maniera che tutto ciò non accada più».

Il fatto è successo sabato pomeriggio in via Simboli a Recanati, una via di grossi condomini. «Si è presentata a casa di mia madre – racconta la figlia – una ragazza molto signorile con il cartellino del Comune, dicendo che doveva controllare se la raccolta differenziata veniva fatta nel modo giusto». La scusa è la più classica e la finta addetta ha aggiunto che aveva già fatto un sopralluogo in tutti gli appartamenti tranne, appunto, quello della pensionata e di un’altra donna che in quel momento era assente. Si sono seduti intorno al tavolo con la padrona di casa che dava le spalle al portoncino d’ingresso.

«Mentre la teneva occupata, ha fatto entrare in casa un’altra persona che gli ha rovistato in tutti i cassetti e rubato tutto l’oro, 80 anni di ricordi della sua vita». Un valore economico di più di 10 mila euro e un valore affettivo incalcolabile, visto che tra le cose rubate c’è anche una parure regalata alla donna dai figli «un pezzo per volta – come racconta la figlia Daniela – perché costava tanti soldi». Un quarto d’ora di chiacchiere e poi quella «gentile» sconosciuta se ne è andata, facendo piombare poco dopo l’anziana donna nella più cupa disperazione quando si è accorta di essere stata truffata. «Ora mia mamma piange e quasi si vergogna di quello che le è capitato, è veramente una cosa brutta. Bisogna che il Comune faccia qualcosa per sensibilizzare gli anziani: mandare una lettera, mettere dei cartelli nei negozi, insomma bisogna avvertire tutti di fare attenzione e di non aprire la porta agli estranei».

Circa venti giorni prima a casa della stessa recanatese si era presentato un uomo come l’addetto alla lettura del consumo del metano: «una faccia nuova che mia mamma non aveva mai visto ma che, fatto il suo lavoro, se ne è andato tranquillamente. Solo che, dopo una settimana, si sono presentati i veri addetti alla lettura del contatore. Chissà, forse era un complice che era venuto a fare un sopralluogo a casa ma lì per lì non abbiamo avuto nessun sospetto». La donna, naturalmente, ha sporto denuncia ai carabinieri che le hanno anche mostrato delle foto segnaletiche ma non è riuscita a riconoscere nessuno.