Civitanova, 31 dicembre 2017 - Una dozzina di giovani, italiani e albanesi, sono nel mirino delle indagini del commissariato per i fatti di giovedì notte, cominciati davanti al Donoma.

Aggressione ai danni di un gruppo di stranieri, insulti con cori razzisti accompagnati da saluti fascisti: questi i fatti sui quali gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza, sulla base delle testimonianze dei feriti. Tre ragazzi stranieri, di cui uno in maniera più seria, sono stati picchiati.

Ha un occhio tumefatto e il naso rotto un ventenne di origine indiana che vive da anni a Porto Sant’Elpidio, con la famiglia. Giovedì era al Donoma con alcuni amici. «Ci hanno insultato perché eravamo stranieri, poi ci hanno seguito e picchiato» racconta il ragazzo, curato al pronto soccorso. Secondo la versione fornita e acquisita dalla polizia i fatti si sarebbero svolti fuori dal locale dove il giovane, in compagnia di altri cinque amici, tutti indiani e tutti del Fermano, aveva deciso di trascorrere la serata.

«Ci hanno mandato via – racconta il ventenne – quando qualcuno ha spruzzato nel locale dello spray urticante e siamo stati accusati noi, che invece non c’entravamo assolutamente niente. Fuori dal Donoma ci si è venuto incontro questo gruppo di ragazzi che si comportano in maniera aggressiva, ci urlano contro, ci dicono che eravamo noi la causa dei problemi, e sono cominciati i cori razzisti, gli insulti a noi e alla nostre famiglie. Ci siamo allontanati, ma ci hanno seguito fino alla macchina, hanno preso a calci la carrozzeria e poi aggredito noi».

Il gruppo di italiani e albanesi si è disperso prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Dei cori razzisti e dei saluti a mano tesa hanno raccontato anche i residenti del comparto del Donoma, che dalle tre della notte in poi non hanno più chiuso occhio. Perché il branco, dopo essersi accanito contro gli stranieri, ha vandalizzato tutto quello che ha trovato sul persorso da via Mazzini a piazza XX Settembre, prendendo a calci tutti i sacchetti dei rifiuti lasciati fuori dai portoni delle case sparpagliando immondizia sulla strada.