Civitanova Marche, 19 novembre 2014 - Aprire un tavolo di conciliazione tra il commissario di Banca Marche e i piccoli azionisti, chiedendo ai consumatori di fare quadrato intorno all’associazione, seguendo l’antico ma sempre attuale motto «l’unione fa la forza». È il piano presentato dall’Adiconsum ieri sera a un’ottantina di risparmiatori venuti da ogni parte della regione per partecipare all’assemblea pubblica che si è tenuta all’hotel Cosmopolitan di Civitanova. Obiettivo, trovare la mediazione e tenere la via giudiziaria solo come extrema ratio.

«Abbiamo chiesto da una quindicina di giorni un incontro con il commissario straordinario per trovare una conciliazione con i piccoli azionisti - ha spiegato il presidente nazionale di Adiconsum Pietro Giordano -, che sono i soggetti più deboli in questa vicenda. Ma non abbiamo avuto ancora risposte. Vogliamo forzare l’azione, coinvolgendo anche Banca d’Italia e Consob per velocizzare l’operazione. Come per altre banche e situazioni analoghe, la via della conciliazione è la strada più immediata, meno dispendiosa e più fruttuosa per tutelare i piccoli consumatori, che hanno investito seguendo il rapporto di fiducia pluriennale con la banca. Procedere per le vie legali? Non c’è nulla da escludere, ma per i tempi della giustizia, per i costi e i percorsi questa è l’ultima azione da intraprendere. Anche perché esperienze passate ci dicono che si può recuperare parte del maltolto con una mediazione. Chiediamo mandato agli azionisti per rappresentarli – la chiusa di Giordano –, insieme possiamo far capire al commissario di Banca Marche e ai livelli superiori che agiscono sul commissario stesso, che gli investitori sono uniti e non sono soli».

Come osserva Adiconsum sono oltre 40mila i piccoli azionisti della Banca delle Marche che detengono circa il 32% del capitale sociale della banca. Clienti, tra cui tante famiglie. Durante l’incontro, coordinato dalla responsabile regionale Silvana Santinelli, Loredana Baldi, esperto finanziario dell’associazione, ha fatto il punto sulle vicissitudini della banca, parlando di una «situazione complessa», che richiede un intervento coordinato. L’avvocato Diomede Pantaleoni ha quindi analizzato l’aspetto legale, osservando i vari e possibili percorsi a tutela degli azionisti. Quanto agli obbligazionisti, Giordano ha rassicurato: «Questi sono più tutelati, viste le varie normative in campo. Al momento l’anello debole sono i piccoli investitori. Siamo però sempre pronti ad affrontare i problemi, caso per caso».

Michele Mastrangelo