Civitanova, 25 luglio 2016 - Non si sottoporrà al voto di sfiducia. Ivo Costamagna si è dimesso da presidente del consiglio comunale. Alle 15 di oggi ha salito le scale di Palazzo Sforza per incontrare il sindaco e poi firmare l’abdicazione. E’ l’atto finale di una lotta politica interna al centrosinistra innescata dalla mozione di sfiducia presentata all’inizio di luglio da cinque esponenti della maggioranza; Piero Gismondi, Belinda Emili, Pier Paolo Rossi, Paolo Rachiglia e Marco Dolci.

«Hanno fatto una sorta di scacco matto, ma non sono io il vero obiettivo» dice Costamagna e lancia un avvertimento a Tommaso Corvatta e alla coalizione: «colpiscono me, per arrivare al sindaco. Mi dispiace perché è il fallimento del progetto che ci ha fatto vincere le elezioni e vedo anche un mutamento del dna di della maggioranza perché questi signori stanno elaborando una linea politica che non prevede Corvatta. Poi, non lo dicono, mentre fanno le riunioni con Ghio, ma questo è l’obiettivo a cui puntano e con i socialisti fuori. Comunque, tra sei mesi sapremo, forse anche prima».

Costamagna avrebbe potuto resistere e affidarsi al voto segreto «ma non sono un politico che cerca voti sottobanco. Ho troppo rispetto dell’aula per affidarmi a questi mezzucci. Mi dimetterò e tornerò a fare il consigliere comunale. Almeno gli ultimi mesi potrò divertirmi anche io. In ogni caso nessun rimpianto, perché avevo già detto che questa sarebbe stata la mia ultima esperienza in amministrazione. Ma dispiace uscire con sei mesi mesi di anticipo. Autocritica? Rifarei tutto, anche sulle partecipate. Peccato solo non aver saputo imporre le modifiche verso una maggiore trasparenza e partecipazione. Non aver insistito abbastanza affinché questo avvenisse mi rende responsabile».

Lorena Cellini