Civitanova, 22 marzo 2017 -  Sos Civitanovese. La società è allo sbando, urge la vicinanza delle forze economiche per arrivare alla fine del campionato, altrimenti è radiazione, cancellazione di una storia che nel 2019 sarà secolare. A lanciare l’appello è l’assessore allo sport Piergiorgio Balboni; accanto a lui Gianni Rosati, il direttore oggi dimissionario, al quale va dato merito di avere traghettato sin qui logisticamente la compagine. Sul fronte tecnico, anche l’allenatore Roberto Cevoli si è dimesso, al suo posto Massimo Scoponi. Cose complicate, situazione quasi drammatica.

Al termine dell’incontro con il Campobasso, su richiesta di un creditore, l’ufficiale giudiziario ha sequestrato l’incasso: meno di mille euro, ma è un provvedimento significativo. La squadra è ultima in classifica ed è vicino lo spettro della retrocessione diretta. Le finanze sono in tilt, tutto ciò a fronte di alcune trasferte da sostenere, il soggiorno da garantire e un rimborso che manca da Natale. Il presidente Cerolini ha dichiarato la volontà di cedere la squadra a costo zero, ma l’appello finora pare sia andato a vuoto. Ora solo un imperativo è d’obbligo, cioè quello di concludere il campionato, salvare se possibile la categoria e la storia della Us Civitanovese.

Da qui l’appello di Balboni: «Mancano due mesi alla fine del campionato, in sette partite si gioca tutto, serve vicinanza». «Gianni Rosati ha fatto un grosso lavoro – ha aggiunto – e confidiamo ancora in lui, ma bisogna garantire il completamento di questo percorso». Balboni anticipa un altro obiettivo, che da anni è il sogno di tutti, e cioè unificare i settori giovanili della città e lanciare il seme perché da qui in avanti la squadra si costruisca con giocatori formati in casa. Per lui è questione di moralità.

«Non è possibile che per fare un torneo di serie D serva un budget di 600-700mila euro tra rimborsi, dotazione personale, vitto e alloggio. È uno scandalo, e i risultati si vedono facendo il conto delle società fallite o sull’orlo del fallimento». Concorda in pieno Gianni Rosati, presente soprattutto nella veste di civitanovese che ama i colori rossoblù e mette a disposizione la sua lunga esperienza nel mondo del calcio. «L’amore per la squadra bisogna dimostrarlo nel momento del bisogno – ha detto –. Le difficoltà del presente sono le peggiori dell’ultimo trentennio». «Bisogna risalire ai tempi della presidenza Ruggeri – ha aggiunto – per ricordare un sodalizio organizzato e ben gestito, oggi però non è il caso di piangersi addosso. Il campionato è alla fine, serve un piccolo sforzo per garantire il proseguimento, qualche sponsor. Sin qui diversi operatori sono stati vicini alla squadra e hanno collaborato in un modo o nell’altro. Cito tra gli altri la signorina Marinozzi e il collaboratore Tony Cardinali. La maggiore urgenza è di garantire le trasferte».