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Case popolari,
c'è un forte ritardo

Dei 13 piani attuativi, sei sono pronti e altri sette in altomare

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Le case popolari in via del Casone

Civitanova, 4 maggio 2011 - Arriveranno in ritardo e con il mercato della casa già saturo le nuove zone Peep disegnate dall’amministrazione comunale. La promessa di realizzare in città mille alloggi popolari fu lanciata nel 2003, negli anni del boom edilizio: esplodeva il fenomeno del mattone e i prezzi delle abitazioni lievitavano al punto da spingere giovani coppie a fuggire in centri limitrofi, vedi Montecosaro, per poteracquistare un tetto. Otto anni dopo ancora nessun cantiere è stato aperto nelle aree individuate dai 13 piani attuativi contenuti nel Piano di edilizia residenziale pubblica. Sei sarebbero già pronti, ma sugli altri sette mancano ancora i pareri e i visti necessari. Tra edilizia convenzionata, sovvenzionata ed economico popolare, il Piano Peep prevede la realizzazione di 900 alloggi, spalmati su cinque zone della città: la gran parte a Santa Maria Apparente, in via del Torrione (475 appartamenti), poi nel rione IV Marine lungo l’Adriatica (155), nel quartiere Risorgimento, area ex Fiat (140), a San Gabriele in via Doria (70) e a Civitanova Alta in zona Tirassegno (85).

 

"Ritardi? Per quanto mi riguarda sono andato come un fulmine. Spero di portare il Piano Peep al prossimo consiglio comunale e di far partire le aree prima della fine di questa legislatura", assicura l’assessore all’urbanistica Alfredo Perugini.Il progetto delle Peep è stato realizzato da professionisti privati con un incarico assegnato dal Comune e costato circa 200 mila euro: è stato depositato ed è su quello che i privati dovranno tararsi per realizzare l’edilizia popolare.

 

"Sei piani attutivi sono pronti - aggiunge Perugini - e di questi tre stanno nella zona Risorgimento, in via del Casone, e gli altri tre a Civitanova Alta. Due di essi sono stati già assegnati, gli altri quattro sono su aree da espropriare». Proprio la procedura dell’esproprio, e poi quella dell’assegnazione con bando pubblico delle aree, porterà via altri mesi allungando i tempi di un progetto che aveva l’ambizione di riequilibrare il mercato edilizio, ma che arriva in un momento in cui la città è zeppa di cartelli 'Vendesi, con il mercato fermo e la stasi delle contrattazioni che colpisce anche le lottizzazioni in centro. «Ne sono consapevole - ammette Perugini - ma per accelerare i tempi abbiamo previsto un premio del 10% sul prezzo di esproprio per quei privati che andranno a un accordo bonario con noi. In consiglio porteremo anche modifiche al regolamento delle Peep per snellire l’iter burocratico. Conto di far partire le nuove zone di edilizia residenziale pubblica entro questa legislatura".


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