Il sindaco difende l'operato della sua squadra. Però ammette il ritardo dei tecnici incaricati della perizia
Civitanova, 31 gennaio 2012 - «SULLA perizia per la Civita Park non c’è da appuntarsi medaglie al petto. Il consigliere Cognigni ha svolto il suo ruolo, ma noi ci siamo attivati per tempo». Il sindaco Mobili respinge la tesi di un Comune lento e disattento a incassare i costi di costruzione per il centro commerciale che sta sorgendo in zona Aurora.
La storia. Due anni fa Sergio Cognigni (Pd) denuncia che mancano all’appello 950 mila euro. Galeotte le perizie discordanti sul valore dell’immobile, base su cui si calcola il costo di costruzione (10% del costo documentato dell’opera). Il privato, per ritirare la licenza a costruire, presenta in Comune una stima di 16.478.000 euro: somma che portebbere nelle casse comunali 1.647.000 euro, ma molto inferiore rispetto alla perizia depositata dalla Civita Park in Provincia per la Valutazione d’impatto ambientale (Via) che ammonta a 26.506.000 euro. Cognigni chiede spiegazioni e scoppia la polemica. La giunta nel giugno 2010 affida la verifica della perizia a tre tecnici comunali (Scarpecci, Giannoni, Capozucca) che ora, un anno e otto mesi dopo, fissano il valore a 26 milioni di euro.
«La discordanza tra le perizie — ricorda Mobili — mi fu segnalata subito dall’ufficio tecnico. E siccome i soldi in ballo erano tanti, abbiamo affidato a un pool di tecnici l’incarico di fare i conti. La perizia privata non ci convinceva, tanto che rilasciammo la licenza edilizia con riserva». Il sindaco ammette però il ritardo della relazione dei tecnici: «Le decine di solleciti che ho firmato sono agli atti. Devo dire che quei professionisti seguono tanti altri progetti del Comune e forse non è stato possibile dare la priorità a questo incarico. Certo, a mio parere ci hanno messo troppo tempo ma era importante arrivare a definire la perizia».
Per Mobili questa valutazione (26 milioni e mezzo di euro per 69.611 metri quadrati tra parcheggi e superficie di vendita, quindi 375 euro al metro) fa definitivamente chiarezza. «E non perché lo chiede Cognigni — aggiunge —. Farò un atto di indirizzo per stabilire che questa stima va considerata come parametro per il pagamento dei costi di costruzione delle future strutture commerciali».