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Stanco degli insulti a Silenzi il Pd dice basta e scarica l’Idv

Le elezioni

Anche le liste civiche prendono le distanze dai dipietristi

Antonio Recchioni
Antonio Recchioni

Civitanova, 8 febbraio 2012 - Il Pd dice basta e scarica l’Idv: nessuna intesa con chi sceglie la strada dell’insulto. E’ questo il terreno su cui si consuma la rottura e i dipietristici di Favia restano isolati nella strategia dell’attacco personale al segretario del Pd Giulio Silenzi. Su questa strada nessuno del centro sinistra li ha finora seguiti. E dopo l’ultimo comunicato firmato da Paola Giorgi, Giovanni Torresi, Rosanna Bevilacqua e altri esponenti locali dell’Idv che rovesciano sprezzanti giudizi su Silenzi, il Pd fa quadrato e chiude le porte del dialogo.

 «L’Idv — scrive l’esecutivo del Pd — ha superato ogni limite. Quando non c’è rispetto della persona e di un partito non può esserci alcuna intesa. Il rispetto della persona per noi è un valore, nella vita e nell’azione politica, un valore non negoziabile. L’Idv con le sue scelte si isola da un progetto di cambiamento per il governo di Civitanova».

Pochissime righe, definitive. Lo strappo è maturato l’altra sera alla riunione allargata tra partiti di centro sinistra e liste civiche che hanno scelto di stare nella coalizione. Convocata dal Pd, erano presenti L’Ancora per Civitanova, Uniti per Unire, La Nuova Città e l’Idv. In quella sede ai dipietristi è stato chiesto conto degli attacchi personali da settimane rovesciati sul segretario del Pd e che non hanno trovato sponda in quelle liste civiche su cui l’Idv contava per costruire una alleanza elettorale.

E dopo L’Ancora per Civitanova, che ha scelto di schierarsi con il Pd, anche La Nuova Città di Antonio Recchioni e Piero Gismondi prende le distanze dall’Idv e sceglie di confrontarsi sul programma con il centrosinistra. «Restiamo convinti — spiega Recchioni — che le primarie siano un percorso sbagliato, ma siamo una forza di centro sinistra e con questa coalizione ci misureremo sul programma. Solo su questo verificheremo i presupposti dell’alleanza».

Nessun segnale invece dal fonte Udc. I centristi prendono ancora tempo. L’indirizzo dei vertici regionali e provinciali è quello di scegliere il patto con il centrosinistra, ma la scelta spaccherebbe il partito a livello locale.

foto civitanova_marche
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