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Lorena Bobbitt alla marchigiana "È piombata a casa e mi ha preso a morsi"

Parla il giovane che ha rischiato di essere evirato

«Lei era una furia. Ma non c’è stato nessun gioco a tre»

di Emanuela Addario 
 

Sesso e ricatti
Sesso e ricatti
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Macerata, 18 luglio 2012 - UNA NOTTE d’amore che si è rivelata un incubo, fatto di morsi e punti di sutura — 14 per l’esattezza — all’organo sessuale. Protagonista suo malgrado di questa disavventura è un giovane portorecanatese, noto imprenditore della zona.

A «punirlo» in maniera così feroce sarebbe stata una bella ragazza dell’Est, che non avrebbe accettato la separazione da lui, in preda a una gelosia devastante e decisa a difendere — letteralmente — con i denti quello che riteneva suo. Di loro ormai parlano tutti in città, le battute sulla vicenda, più o meno eleganti, si sprecano. Ma il giorno dopo i fatti il giovane, novello Michael Douglas di «Attrazione fatale», racconta come sono andate veramente le cose.
 

«La donna in questione — tiene a premettere — non è più la mia compagna, dunque non c’è stato nessun gioco a tre, e nessuna giusta punizione per me, tutt’altro». Ma ecco come sono andati i fatti l’altra sera, secondo la sua versione: «Ero tranquillamente a casa con la mia nuova compagna, quando la mia ex è arrivata qui con un taxi». La ragazza era già molto risentita: «Ha iniziato a suonare al campanello di casa, urlando a tutto andare, tanto da svegliare i vicini. Sebbene fossi in slip sono uscito in strada, proprio perché non avevo nessuna intenzione di farla entrare, visto il suo evidente stato di agitazione. Ho cercato di calmarla invitandola ad andare via ma lei, in pochi attimi, mi ha morso prima le mani, poi la schiena e in ultimo, come una furia incontenibile, il pene. Mi ha preso alla sprovvista, e poi ero in mutande. Non ho reagito, perché lei era visibilmente in stato confusionale. Sono rimasto dolorante a terra, con lei che continuava a mordermi. E’ andata via solo quando ha visto un vicino di casa che stava arrivando per darmi una mano». Un intervento provvidenziale, quello del vicino, che ha evitato conseguenze peggiori.
 

IN IMBARAZZO, dolorante, allarmato, l’imprenditore è stato costretto a presentarsi in ospedale. «Con la mia compagna, pieno di sangue, sono andato al pronto soccorso per farmi medicare la ferita e poi, verso le quattro e mezza, siamo tornati a casa». La brutta avventura sembrava conclusa, o per lo meno così sperava il portorecanatese, già abbastanza messo alla prova dopo quello che aveva subito, mortificato nell’animo e nell’intimo, sorpreso e amareggiato da una reazione così violenta e inaspettata da parte della sua ex. Invece l’incubo non era ancora finito. Intorno alle cinque infatti la donna è tornata di nuovo all’attacco: ha scavalcato la ringhiera e, trovata la finestra della camera del giovane aperta, si è infilata dentro l’appartamento pronta per il secondo round. 
 

IN CASA, la coppia stava cercando di riprendersi, di tornare alla calma. La compagna stava medicando il ragazzo, con tutta la delicatezza del caso. Ma quando la ex, piombata in casa all’improvviso, ha visto questa scena, ha perso definitivamente il controllo. «In quel momento — prosegue lui — è diventata una furia scatenata. Mi sono chiuso dentro, ma lei ha iniziato a dare calci e pugni alla porta tentando di buttarla giù per entrare. Ho dovuto chiamare i carabinieri per riportala alla calma e farla uscire di casa». Il giovane non ha ancora denunciato la ragazza, ma sta valutando questo passo: lei potrebbe essere accusata di violazione di domicilio e, soprattutto, di lesioni personali. A volte la gelosia fa brutti scherzi.
 

di Emanuela Addario 

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