Lavoro, crisi senza fine: crescono disoccupazione ed inattività

MARCHE E' il triste quadro dipinto dalla Cgil Marche, che ha elaborato i dati diffusi dall'Istat e relativi al primo trimestre 2011. Il tasso di disoccupazione sale al 6,6% dal 6,4% del trimestre precedente

Disoccupazione giovanile: una ragazza cerca lavoro (Ansa)

Ancona, 2 luglio 2011 – Nelle Marche continuano a crescere disoccupazione ed inattività. L'occupazione, invece, torna a scendere. E' il triste quadro dipinto dalla Cgil Marche, che ha elaborato i dati diffusi dall'Istat e relativi al primo trimestre 2011.

Dopo il segnale di ripresa registrato a fine 2010, nel primo trimestre dell’anno, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, diminuiscono gli occupati (complessivamente 648 mila tra lavoratori dipendenti e autonomi) pari a circa 10 mila lavoratori in meno sia rispetto al trimestre precedente che allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il tasso di disoccupazione sale, quindi, al 6,6% dal 6,4% del trimestre precedente e dal 5,6% dello stesso periodo del 2010.


Quarantaseimila persone cercano lavoro nelle Marche; molte sono donne. Particolarmente preoccupante, rileva la Cgil, il numero quelli che non hanno mail lavorato: 11 mila persone soprattutto giovani e prevalentemente donne (6 mila). In crescita anche gli inattivi e scoraggiati che rinunciano a cercare lavoro.

“Questo trend va invertito con urgenti politiche industriali, di sviluppo e crescita nonché una riforma fiscale a favore del lavoro dipendente e dei pensionati - dichiara Gianni Venturi, segretario generale della Cgil Marche -, proprio il contrario di quanto contenuto nella manovra finanziaria che penalizza proprio i più deboli e le donne, innalzandone l’età di pensionamento. Inoltre occorre fare attenzione alla qualità del lavoro che é a grande maggioranza precario e discontinuo: nel 2010 solo un lavoratore su dieci é stato assunto a tempo indeterminato, mentre quadruplica in due anni il ricorso al lavoro intermittente e a chiamata. Per questo non basta il nuovo apprendistato, bisogna superare le tante forme di precariato di cui troppo spesso si abusa, per non parlare di stage e tirocini che penalizzano tanti giovani’’.

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