Saldi estivi, la 'rivolta' dei commercianti: “Posticipare data inizio”

Gli esercenti criticano la scelta di far cominciare la sessione di sconti il primo luglio: “E' inaccettabile”

saldi

Civitanova 2 agosto 2011 – I commercianti marchigiani, insoddisfatti per l'avvio anticipato al primo sabato di luglio, chiedono saldi estivi posticipati e più brevi. E' quanto sostiene Confesercenti Marche, che ha monitorato con una ricerca a campione la situazione ad Ancona, Fano, Senigallia, Fermo, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno e Macerata.

Per il 60% degli esercenti intervistati i volumi di vendita sono rimasti invariati rispetto al 2010; il 25% ritiene che siano aumentati e soltanto il 15% afferma con certezza che le vendite sono in calo. Per quanto riguarda la tipologia degli sconti, la politica dei commercianti marchigiani è piuttosto omogenea: cominciano tutti applicando un tasso di sconto del 30% per salire poi al 50%, e, alla fine, al 70%.

La quota rappresentata dai saldi estivi si aggira in linea di massima tra il 10% e il 20% del fatturato annuale, ma per tutti i negozianti la data d’inizio dei saldi fissata a livello nazionale per il primo sabato di luglio è assolutamente “inaccettabile’’.

La Regione Marche coordina le altre Regioni in materia di commercio, e questo ha consentito di unificare le date di avvio in tutt’Italia. Ora Confesercenti sollecita l’assessore Antonio Canzian a proporre per l’estate 2012 “un posticipo e una durata inferiore”.

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