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«Mobili non è un buon candidato E io stavolta potrei tirarmi indietro»

L'intervista a Marinelli

Verso le elezioni. Marinelli all’attacco del sindaco: è rottura totale
 

 

di Lorena Cellini

Erminio Marinelli (Vives)
Erminio Marinelli (Vives)

Civitanova, 10 febbraio 2012 - MAI TANTO LONTANI come ora, al punto che Erminio Marinelli non esclude di restare fermo a questo giro elettorale se il candidato del Pdl sarà Massimo Mobili. «Niente di personale — premette — le mie sono solo critiche politiche al sindaco, che dovrebbe interrogarsi sulle proprie evidenti difficoltà nel partito e nella coalizione.

Semmai è lui che ne ha fatto una questione personale. Uno sfogo il suo, legittimo, ma comunque una caduta di stile. Detto questo, non faccio parte della schiera di chi gli dice che va tutto bene. Molti altri nel Pdl la pensano come me, ma non glielo dicono in faccia». Invece Marinelli vuota il sacco: «Gli ho consegnato una città con un consenso al 62% e un centro destra coeso. Adesso invece c’è un Pdl spaccato e una coalizione fuggita. Il modo in cui ha gestito la maggioranza non lo fa coincidere con l’identikit di un buon candidato. Tuttavia Mobili non accetta il confronto e dato il livello al quale si è giunti mi vedo costretto a riconsiderare la mia partecipazione attiva alla soluzione del problema. Prenderò atto della scelta del Pdl e agirò di conseguenza».

E’ il segnale dello strappo. «Constato con dispiacere — avverte con una matafora marittima — che le anime del centrodestra alla spicciolata o a frotte abbandonano la nave anche se non è ancora colata a picco. Mobili avoca a se il ruolo di comandante unico e insostituibile di questo bastimento che viene da 17 anni di vittorie. Se pensa di rimanere a galla, in bocca al lupo». E ancora: «Sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, ma le debacle del passato e del futuro hanno un padre e una madre precisi. Perché c’erano personalità pronte a candidarsi con l’unità del partito e c’è la candidatura di Fausto Troiani da tenere in considerazione. Ma Mobili fa la sua strada e i tempi stringono. Ecco perché in questa fase posso starmene fermo e tranquillo».

PERÒ vede nero Marinelli: «Voglio vincere e voglio che vinca il centrodestra, ma guardo la realtà e ascolto la gente. Nel 2007 FI e An insieme erano al 37% in città. Oggi i sondaggi nazionali ci collocano al 21. Occorrerà lavorare molto sul nostro elettorato, ma è il catalizzatore che manca». Entra nella polemica sulle primarie: «Al sindaco che ha parlato del mio passato, ricordo che le tre candidature mi sono sempre state proposte dal partito. Nel ’95 mi vennero a cercare a casa, e mai mi sono autocandidato, nemmeno in Regione. Magari ci fossero state le primarie suggerite da Alfano. Probabilmente il centrodestra avrebbe trovato qualcuno più conosciuto nella parte nord della regione o più adatto per battere Spacca. Hanno scelto me perché a Civitanova avevo vinto tre volte. Qui, invece, non solo c’è chi si autocandida ma lo fa contro buona parte del Pdl e della coalizione».

RIBADISCE che «candidati alternativi a Mobili c’erano, ma di fronte a un tale bailamme hanno fatto un passo indietro. Il fallimento politico, non dico amministrativo, di questa legislatura ormai è storia e la colpa non è mia. Dal 2007 ho fatto la mia parte da vicesindaco con professionalità e rispetto. La mia lista è stata sempre presente in Consiglio. Ma adesso al cospetto di un’autoricandidatura, di un uomo tuttofare, di chi non ammette errori, alzo le mani e resto in silenzio».
 

foto civitanova_marche
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