Romolo Valli Un omaggio non basta
Chiedete a una ragazzina di 15 anni chi era Romolo Valli. Chissà che cosa vi risponderà. Sono passati trent’anni dalla morte, ma di Valli in questa che era la sua città è rimasto il nome appiccicato al teatro municipale (e ci mancherebbe altro) e i ricordi degli amici
Reggio Emilia, 3 febbraio 2010. A trent’anni dalla morte, un-omaggio-uno in teatro con Umberto Orsini. Il minimo sindacale. Segnale di una città che sa essere anche ingrata coi suoi figli migliori quando è assopita nel fumoso torpore da tinello del «si-è-fatto-sempre-così».
Questa città dovrebbe alzare lo sguardo valorizzando se stessa e riconoscendo i propri talenti.
Cominciando con il ricordare Romolo Valli non un giorno, quasi per caso, non con un omaggio che ha il sapore di una toppa, ma con iniziative stabili, ad esempio con una borsa di studio per giovani attori (e annesso festival).
Ma non manca solo il volto di Valli all’appello della memoria. Chiedete alla ragazzina chi era Luigi Ghirri, chi erano Loris Malaguzzi o Silvio D’Arzo... Nomi da considerare un patrimonio speciale della nostra terra e della nostra gente.
Abbiamo bisogno di adrenalina culturale per riaccendere la nostra passione del tempo e rinsaldare un nuovo spirito di comunità.
Adrenalina culturale come ad esempio un museo permanente per le opere di Ghirri. Non tanto per un’operazione di marketing (o comunque non solo), ma perché è importante essere consapevoli che i talenti reggiani hanno qui le radici, e sono diventati talenti anche dopo avere respirato gli stimoli, le sensazioni e le vicende della nostra comunità.
Definire i valori da consegnare a chi nasce a Reggio — ma anche a chi decide di viverci — e indicare le personalità che hanno incarnato quei valori in una sorta di alfabeto della memoria, è una scelta fondamentale per il futuro della nostra comunità.
La pietra d’angolo di questo atto è il riconoscimento di una identità condivisa, composta di grandi valori, come la solidarietà e l’accoglienza, ma anche delle personalità che hanno trasmesso nella cultura (e non solo nella politica) la sintesi della nostra terra.
Per questo un omaggio improvvisato e veloce non può bastare.
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