LE MACCHINE si rompono. Tutte, prima o poi. La sfida è nel far sì che i guasti non si ripetano. Le macchine non solo vanno aggiustate, vanno migliorate. Accettare a braccia larghe che le neve sia un ostacolo insuperabile per un treno è semplicemente inaccettabile. Un’azienda davvero improntata alla soddisfazione del cliente dovrebbe spiegare quali sono le soluzioni adottate avendo fatto tesoro dei problemi (e degli errori). Ma qui di soddisfazione non si parla mai, anzi le cronache, anche col sole, raccontano il contrario. Che la Regione si stia guardando attorno per trovare una soluzione radicale ai disservizi quotidiani ci rallegra, ma non ci rende meno scettici. Quando vedremo trasporti ferroviari efficienti e sicuri, allora crederemo. Nel frattempo chiediamo però rispetto. Dove non arriva la tecnica, arrivi l’umanità. I clienti hanno il diritto di essere informati e soprattutto assistiti; non possono essere lasciati soli a combattere contro treni cancellati nella notte o fermi per ore o contro porte congelate da prendere a calci. Il piano neve non può limitarsi a un altoparlante che ripete come un mantra che «ci scusiamo». Se mancano i treni, almeno metteteci il cuore.
di Pier Luigi Martelli