Bologna / Ancona / Ascoli / Cesena / Civitanova Marche / Fano / Fermo / Ferrara / Forli / Imola / Macerata / Modena / Pesaro / Ravenna / Reggio Emilia / Rimini / Rovigo

Una freccia appuntata sull'educazione

di Massimo Gagliardi

traffico
traffico

ORMAI la freccia per segnalare quando si volta a destra o a sinistra in macchina non la usa quasi più nessuno. Oltre a costituire un’infrazione, segna anche il livello di malcostume e di scarso rispetto del prossimo della nostra società. Infatti l’uso della freccia vuol dire anche avere considerazione degli altri che sono sulla strada.
Walter Billi, Ferrara

Risponde Massimo Gagliardi, vice direttore il Resto del Carlino

METTERE la freccia, prima ancora che un dovere, è un segno d’attenzione. D’attenzione agli altri, per l’incolumità degli altri. Basta questo per fare della freccia un esempio, un simbolo, un paradigma della nostra società? Pensiamo proprio di sì. C’è una materia che si chiama educazione stradale. Essere educati vuol dire avere rispetto degli altri. Essere educati nella conduzione dell’auto vuol dire essere attenti alla salute dell’altro automobilista ma anche di chi viaggia con lui e con noi. L’educazione rimanda alle regole. Le regole alla tolleranza e al rispetto della libertà altrui. Oggigiorno invece prevale il soggetto e quindi il protagonismo, di cui Facebook è massima espressione. Sarà il caso di rivalutare il concetto di bene comune?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Condividi l'articolo

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2013 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by