"Liberiamo le emozioni
Così si ricomincia a vivere"
Successo al Royal Hotel Carlton per la presentazione del ciclo autunnale dei corsi organizzati dal Carlino. Mingardi: "Siamo una generazione incapace di lasciarsi andare". Bucci: "Mettiamoci in gioco"
«TU CHIAMALE se vuoi emozioni...». Lucio Battisti cantava così negli anni ‘70. E oggi guai a temerle. Ma, soprattutto, mai vergognarsi di arrossire o di fare una carezza ad un figlio che non è più un bambino. È la ‘lezione di emozioni’ che ieri pomeriggio al Royal Hotel Carlton hanno dato due prof d’eccezione. In cattedra il cantante Andrea Mingardi e l’attore Fabrizio Bucci. Con loro la formatrice Federica Isola e Cinzia Volponi, responsabile formazione Soins Clarins Italia. Davanti una ‘classe’ quasi tutta al femminile. Salvo qualche eccezione. «Allora è vero che le donne sono più sensibili e si emozionano di più degli uomini», dice Andrea Mingardi che strappa il primo applauso. Più che una lezione sembra di stare nel salotto di casa. Tra persone che in poco tempo dimenticano di essere perfetti sconosciuti. Così si raccontano e si emozionano.
IL TEMA è vasto. Si parla di emozioni e benessere per introdurre il ciclo autunnale dei corsi promossi dal Carlino, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 125 anni. «Ogni volta che prendo la parola in pubblico mi emoziono — esordisce con un sorriso Pierluigi Visci, direttore di Qn e Resto del Carlino —. L’interesse che questi corsi continuano a suscitare, dimostra che abbiamo colmato un’esigenza molto sentita». Il ciclo primaverile sull’autostima, infatti, che ha preceduto quello inaugurato ieri ha riscosso un’ottimo successo. Presente alla ‘lezione’ anche il vice direttore del Resto del Carlino, Pierluigi Masini che ha raccontato l’emozione che si prova giocando a golf o ascoltando musica classica. «Quelli della mia generazione — spiega Andrea Mingardi — sono stati abituati a soffocare le emozioni. Se diventavi rosso eri considerato uno stupido. Siamo una generazione di gente che non si lascia andare. Nel dopoguerra, invece, qualcosa è cambiato. Le emozioni erano la conquista dell’identità. I ragazzi si emozionavano quando compravano la prima 600, mentre oggi non sanno più stupirsi. E l’emozione è diventata un business».
UN AFFARE che, a detta del cantante, si cela dietro il «vivere politically correct». La società impone schemi precisi. «Si deve parlare in un certo modo, comportarsi in un altro e invece dentro abbiamo un fuoco dal quale non riusciamo a liberarci», spiega Mingardi. «Qualcuno — dice il cantante — l’ha capito e ha costruito fiction e talent show». Vuoi piangere? Ecco il figlio che chiede perdono alla madre dopo anni che non si parlavano. Vuoi sorridere? Ecco i giovani talenti in cerca di successo che si danno battaglia. «La gente — aggiunge Mingardi — guarda la tv, si immedesima e si emoziona o si costruisce sul web una vita virtuale. Noi, che ci troviamo in questa sala, gridiamo a liberare le emozioni e vogliamo riprenderci la vita che ci hanno vietato, siamo una forza rivoluzionaria». Il messaggio è chiaro: le emozioni non fanno paura e vanno cercate nella quotidianità. «Davanti alla crostata fatta dalla nonna», suggerisce Mingardi, mentre Fabrizio Bucci, protagonista della fiction di Cinzia Th Torrini ‘Terre Ribelli’, esorta «a spegnere ogni tanto la tv e a fare un passeggiata». «Sembra un paradosso che sia io a dirlo — spiega —, ma se abbiamo carenza di emozioni la tv ce le fa trovare belle e pronte». Lui, che nella vita «gioca con le proprie emozioni e quelle degli altri», invita «a mettersi in gioco e accettare che il corpo viva le emozioni liberamente». E le trasmetta.
di EMANUELA ASTOLFI






