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QUERELLE VENTENNALE

Ancona contro Pergola: è ancora
guerra sui Bronzi di Cartoceto

Il comune e la provincia di Ancona hanno presentato ricorso contro la decisione del Consiglio di Stato di assegnare il gruppo scultoreo alla città del Pesarese. D'Anna: "Bronzi indispensabili per l'economia turistica di Pergola"

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I Bronzi di Cartoceto di Pergola Pergola, 25 giugno 2009 - La contesa ventennale fra Ancona e Pergola sull’assegnazione definitiva dei Bronzi di Cartoceto non è anora finita. Il comune e la provincia di Ancona, infatti, hanno presentato due ricorsi contro la sentenza del Consiglio di Stato che nel 2008 ha assegnato il gruppo scultoreo romano alla cittadina del Pesarese e al suo museo.

 

A darne notizia è stato il neo sindaco di Pergola Francesco Baldelli, dopo aver ricevuto notifica dei ricorsi, datati 25 maggio e 19 giugno 2009. Baldelli ha incaricato un legale, l’avvocato Bruno Brusciotti, di contrastare l’iniziativa, e si scaglia contro il tentativo di "sottrarre a Pergola un diritto ormai acquisito".

 

Recuperate nel 1946 durante uno scavo nei pressi di Cartoceto di Pergola, le statue risalgono ad un’epoca compresa fra il primo secolo avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo. Rappresentano una figura femminile intera, due cavalli, il torso e la testa della figura equestre maschile e altri resti. Personaggi di alto rango mai stati identificati con certezza (la figura femminile potrebbe essere Livia, moglie di Augusto e madre di Tiberio), colpiti forse dalla 'damnatio memoriae’.

 

Collocati nel Museo archeologico nazionale di Ancona, nel 1988, al termine di una mostra temporanea a Pergola, i bronzi furono sequestrati e letteralmente murati dentro il museo pergolese dalla popolazione locale. Da allora cominciò una battaglia di ricorsi, controricorsi e pronunciamenti ministeriali culminata nella sentenza n. 3066 emessa dal Consiglio di Stato nel 2008, e favorevole a Pergola.

 

Riguardo alla querelle, il consigliere regionale del Pdl Giancarlo D’Anna si schiera a favore di Pergola. Per D’Anna, infatti, "non si tratta di una battaglia legale, bensì di una battaglia morale, che vede una realtà come quella di Pergola, della sua vallata, dell’intera Provincia di Pesaro Urbino ancora una volta scontrarsi con l’arroganza della città capoluogo di regione che vuole tutto per sè".

 

"Non staremo con le mani in mano com’è accaduto in passato - assicura D’Anna -. I Bronzi di Cartoceto di Pergola sono un elemento indispensabile per l’economia turistica della cittadina, necessitano sì di un rilancio promozionale, che in primo luogo spetta alla Regione Marche, ma a Pergola i Bronzi devono rimanere tanto più che è avviato un percorso di collaborazione con Roma che sarà utile per una maggiore conoscenza e visibilità del gruppo equestre e della città di Pergola. Tutto il resto - conclude - è solo arroganza’’.










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