Fano, 9 settembre 2017 - Dopo il grande successo del cooking show di Olimpia Nocera, che ha portato a Fano il profumo del Tirreno facendoci assaggiare il cacciucco livornese cucinato come vuole la tradizione (in collaborazione con il Cacciucco Pride), stasera alle 20, il palco centrale del Festival del brodetto diventa internazionale: c’è il doppio cooking show della delegazione spagnola di Gandia, con a capo lo chef nonché presidente dell’associazione “Fideuà” Avelino Alfaro Serrano, e di quella serba di Apatin guidata dai cuochi Gojko Grbic e Milan Bujic.

Se quella tra il Cacciucco Pride e il Festival Brodetto è una collaborazione avviata per approfondire le tradizioni marinare italiane, alla scoperta delle cucine regionali, diverso è il caso della Serbia e della sua particolare zuppa. In Serbia, infatti, il mare non c’è. Però Apatin, la città con cui il Festival si è gemellato, è bagnata da uno dei fiumi più grandi d’Europa: il Danubio. E, proprio come per il Brodetto di Fano, dalla tradizione dei marinai che solcano e hanno solcato le acque del fiume nei secoli, è nata una tipica zuppa di pesce di fiume che si cucina ancora oggi, come in passato, dentro paioli su fuochi all’aperto: la riblji paprikas a cui è dedicata, da oltre 54 anni, l’Apatinske ribarske večeri, famosa manifestazione che anima per quattro giorni il lungo fiume della cittadina. Così, per la prima volta in quindici anni, la tradizione delle zuppe di pesce si getta dal fiume al mare dopo un viaggio di oltre 1.000 km.

IL GEMELLAGGIO avviato con la Spagna è frutto, invece, di una grande somiglianza più che di differenze: Gandia, infatti, è una città di mare e proprio come Fano ha una forte tradizione gastronomica che coinvolge il pescato locale e che ha dato vita negli anni ad un Festival simile. Inoltre, è la storia della fideuà ad avere radici comuni con quella del brodetto: più o meno nel 1915, dentro la cambusa di un peschereccio in navigazione sulle coste catalane del Mediterraneo, i cuochi di bordo si trovavano a cucinare per il capitano e i pescatori. Nel pentolone non mancano mai il pesce fresco di giornata, il brodo e mezzo pugno di riso a testa. Ma il riso è finito, e nella dispensa ci sono soltanto dei fedelini di emergenza. Ecco, la fideuà, versione gandiana della paella, nasce proprio così, dalla mancanza di riso in dispensa.

IL DOPPIO cooking show sarà uno spettacolo da non perdere, non soltanto per i gusti esotici dei piatti che verranno presentati, ma anche per l’impianto scenografico: se la Spagna cucinerà la sua Fideuà sul palco, la Serbia allestirà fuochi e paioli a terra portando a Fano un pezzetto di quel “Bel Danubio blu” tanto decantato. Come ogni sera, anche in questa occasione, alla fine del cooking show sarà possibile, ritirando il tagliando all’ingresso del Palabrodetto, degustare le ricette appena cucinate live dalle delegazioni.

Ma la giornata prevede anche molti altri appuntamenti sul palco centrale: alle 17 sul palco centrale con la seconda semifinale di “El Brudet del Casa-Premio BCC Fano”; alle 18 la presentazione del libro “Elogio dell’Acqua” (2016, Marcos y Marcos) di Daniela Maddalena; alle 19 il Palabrodetto ospita la Confraternita del Brodetto impegnata nell’“ABC del Brodetto”, scuola di alta cucina dedicata al pesce povero dell’Adriatico. Poi alle 22 (palco centrale) musica conAlessia Martegiani & Maurizio di Fulvio Trio in collaborazione con Adriatico Mediterraneo. E per tutto il festival ci sarà il brodetto di Antonio Bedini, cuoco maestro della cucina italiana: rigorosamente alla fanese, equilibrato, sapido, perfetto con quella punta di aceto inimitabile. Cercatelo e assaggiatelo. Non ve ne pentirete.

d.e.