Fano (Pesaro e Urbino), 9 ottobre 2017 - Un abbraccio materico che eleva l’animo umano. Un legno dalle venature ricercate e una pioggia di foglie d’oro, la carta dalla grana tattilmente verificabile e i colori fatti aderire, compenetrare nel supporto. Accanto la tecnica tutta sua di far risaltare le singole caratteristiche degli elementi, messi in azione nel quadro.

Tutto questo è Il Labirinto e le Ali di Virginio Rossi.

Per la prima volta da quando ha inaugurato, Palazzo Bracci Pagani ospita una mostra antologica - curata da Carlo Bruscia - di un artista fanese che dopo aver esposto in tutto il mondo (dagli Stati Uniti al Giappone passando per la galleria di arte moderna di Venezia) «abiterà» gli spazi della città che gli ha dato i natali e la prima formazione.

La mostra si è inaugurata sabato 7 ottobre e sarà visibile tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30 eccetto il lunedì.

L’esposizione (ad ingresso gratuito) delle opere di Virginio Rossi proviene da una selezione delle oltre 4.000 produzioni realizzate nella sua lunga carriera iniziata all’Istituto d’Arte Apolloni di Fano e proseguita a Venezia. A Palazzo Bracci ci sono dunque mosaici, libri, e “teatrini”.

«Un percorso artistico, il suo – scrive Alberto Berardi tra le pagine del catalogo che faticano a rendere tanta bellezza – che è passato dalla fascinazione, vagamente futurista per le macchine la meccanica, alla riflessione sul mito del labirinto, per poi approdare alla cosmogonia che gli ha permesso di scrutare la terra dallo spazio e lo spazio dalla terra ed infine giungere al potere delle illusioni. La misera illusione di Icaro che, infischiandosene delle avvertenze paterne, vuol sfidare con un po’ di cera e penne altrui la forza di gravità ed il calore del sole. Ma quanta forza in quella illusione e quale scenario si apriva per l’uomo».

Per Stefano Marchegiani, assessore alla cultura, questo è «un viaggio tanto più attuale e necessario nella labirintica società contemporanea, dove è facile perdersi o perseverare nella ricerca di un centro in cui prendere coscienza del proprio essere ed agire».

Per raccontare l’autore, in mostra è anche visibile un piccolo documentario del giornalista Giovanni Lani.

Ecco, qui sotto, il video in versione integrale, girato lo scorso luglio a Fano, nello studio dell’artista in centro storico.

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