Il parlamentare leghista chiede chiarimenti sul valore dell’immobile
di Anna Marchetti
Fano, 3 febbraio 2012 - Un esposto segue l’altro: prima l’acquisto e la vendita della Rincicotti&Orciani da parte di Aset, ora l’alienazione del Sant’Arcangelo da parte del Comune. Dopo l’apertura delle indagini della Procura della Repubblica di Pesaro sulla vicenda della Rincicotti a seguito dell’esposto dell’onorevole Luca Rodolfo Paolini, il leghista apre un altro fronte, anzi altri due.
Uno riguarda la vendita del complesso del Sant’Arcangelo «al prezzo stimato di 8 milioni — circa 1000 euro al metro quadrato — al centro di Fano, quando noti e seri professionisti, parlano di valori minimi di 11-12 milioni». L’altro punto su cui insiste Paolini sono le spese legali. «Sono mesi — afferma — che chiedo di avere tutti i documenti relativi alle spese legali liquidate dal Comune dal 2006 al 2011. Gli elenchi che mi hanno messo a disposizione, parliamo di 10 mila determine in 3 anni, sono incompleti. Anzi c’è di tutto e spesso mancano proprio i documenti relativi alle spese legali. Cosa ancora più grave, non c’è stato un consigliere comunale, dei 30 che siedono nel civico consesso, che si sia fatto avanti per darmi le carte. Purtroppo non fa niente nessuno».
Sul fronte della Rincicotti&Orciani, mentre Paolini aspetta che la Procura porti avanti le indagini, il vice presidente della Provincia, Davide Rossi, ex assessore alla Cultura nella prima giunta Aguzzi, interviene per sapere «quali motivazioni portarono l’Aset a pagare 1.150.000 euro, perché non furono acquistati i capannoni, che oggi sarebbero un capitale, preferendo pagare un affitto di 27 mila euro l’anno e perché non fu stabilito un patto di non concorrenza».
Tace il Pd, dopo che l’assessore provinciale Renato Claudio Minardi che nel 2003, quando la Rincicotti&Orciani fu acquisita da Aset, era vice sindaco, ha scaricato tutto su l’ex sindaco Cesare Carnaroli e l’allora presidente di Aset, Renzo Rovinelli. «Una questione tra ex amministratori — si limita a commentare il segretario del Pd di Fano Cristian Fanesi — allora non c’era neppure il Pd». Parla, invece, Fanesi sulla vendita del Sant’Arcangelo e sul valore dell’immobile: «Come Pd avevamo chiesto di togliere il Sant’Arcangelo e le altre scuole dal piano delle alienazioni 2012 in mancanza di progetti e di stime chiare e visto che il piano di riordino scolastico è stato bocciato».
Il Pd, attraverso il consigliere Francesco Aiudi, ha anche messo in evidenza «la discrepanza di 500 mila euro tra la stima dell’immobile fatta dal dirigente comunale, che parlava di 8 milioni e 500 mila euro, e la cifra indicata nel piano delle alienazioni di 8 milioni di euro». «In consiglio — afferma Aiudi — ho chiesto spiegazioni dove fossero finiti i 500 mila euro, mi è stato risposto che c’era stato un refuso».
Dell’ulteriore ribasso chiede conto anche Rossi domandando «sulla base di quali considerazioni e di quale interesse pubblico», era stato effettuato. In ogni caso per Aiudi quello del Sant’Arcangelo «rischia di essere un pessimo affare per la città che il Comune ha fretta di concludere perché angosciato dalla crisi e dalla necessità di rientrare nel patto di stabilità».
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di Anna Marchetti