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Carloni apre le porte al Pd: "Parliamone"

I grandi temi

Il coordinatore cittadino del Pdl prende al volo l’invito di Luca Stefanelli al dialogo

Mirco Carloni (Officina-Nuova)
Mirco Carloni (Officina-Nuova)

Fano, 10 febbraio 2012 - "Scompaginare gli equilibri e pensare ad alleanze inedite con il Pdl o il Terzo Polo". L’imput del consigliere comunale del Pd, Luca Stefanelli — che avrà fatto certamente innervosire gli «alleati storici» e preoccupare qualcuno della maggioranza — è subito raccolto dal coordinatore del Pdl, Mirco Carloni. Quest’ultimo, infatti, non si fa sfuggire la ghiotta occasione di giocare, ancora una volta, il ruolo di protagonista nelle vicende politiche locali. Carloni non solo accoglie positivamente la proposta di dialogo che arriva dal Pd, ma addirittura rilancia: «Propongo di organizzare un incontro con Stefanelli e con chi, all’interno del Partito democratico, ha voglia di avviare un confronto serio».

Quando il clima politico sembrava volgere al noioso, quando tutti sembravano concentrati sul maltempo più che sugli equilibri politici futuri ecco che Stefanelli e Carloni rompono la monotonia. Carloni respinge ogni forma di «inciucio» ma è ben consapevole che «i politici si trovano a gestire un momento difficile, che richiede risposte nuove».

«I cittadini — sottolinea Carloni — si aspettano che la politica faccia quello che serve alla città e al territorio. Come a livello nazionale Pdl e Pd pensano ad unire le forze per la realizzazione delle riforme e per il rilancio del Paese, anche a livello locale ben venga un confronto più sereno e disteso. Non mi sembra che la contrapposizione dura e faziosa, che ha contraddistinto la politica fino ad ora, abbia portato buoni risultati, anzi ha contribuito a far calare la fiducia dei cittadini nei partiti scesa sotto il 5%. Penso che ognuno debba mantenere i propri valori di riferimento, senza escludere la possibilità di avviare un nuovo corso per mettere in campo i progetti che la gente si aspetta».

Ci sono temi condivisi da Pdl e Pd da cui partire per aprire questo nuovo confronto?
«Credo proprio di sì. Primo, in assoluto, la visione di Fano e Pesaro come una città metropolitana che ci obbliga a ragionare in maniera diversa su alcuni temi, come il nuovo ospedale e il ruolo da attribuire ai vecchi nosocomi, attraverso la loro riconversione ambulatoriale e assicurando la presenza del centro dialisi. Dobbiamo pensare ad una ristrutturazione del sistema socio-sanitario per sbloccare la mobilità passiva verso l’Emilia Romagna e l’Umbria che rappresenta un grosso costo per la nostra Regione. Altro tema da cui partire è il ruolo di Fano al centro della macro regione Adriatica: cosa rappresentiamo all’interno di questo territorio? Quale ruolo strategico possiamo svolgere tenendo conto della presenza e dell’importanza storica del nostro porto? Basta al clima di guerra civile che tutti i partiti hanno contribuito a creare, il dialogo è fondamentale per essere credibili agli occhi dei cittadini».

I giovani che a Fano spingono verso il cambiamento sapranno superare le resistenze della “vecchia guardia”?
«Rispondo con le parole del sindaco di Firenze, Matteo Renzi: “La storia nuova la scrivono i pionieri, non i reduci”. Se a Fano i giovani che fanno politica seguono il vento del cambiamento non credo che nessuno debba viverlo come una “lesa maestà” o debba innalzare le barricate. Lo ripeto: nessuno vuole fare degli “inciuci”, ma semplicemente avviare una nuova fase. Non ho paura di incontrare il Pd, anzi ben venga, così come non ho paura di incontrare le altre forze politiche». Mirco Carloni prende la palla ed apre porte e finestre al dialogo con il maggior partito di opposizione. Fano diventerà un’altra volta città-laboratorio?
 

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