Fano, 3 maggio 2017 - Le telecamere ripresero una figura di uomo, travisato dal cappuccio della felpa calato sulla testa. Aveva una tanica in mano. Era il 23 marzo scorso, ore 20,53, segnalava il timer del video. L’ingresso di Fano tv, emittente locale conosciutissima sia a Fano che nel resto della provincia, stava per andare a fuoco. Danni limitati, una chiazzetta nera per terra, molto spavento e tante manifestazioni di solidarietà, poi, a favore dell’emittente. E il ‘balordo’ con la tanica in mano che sarebbe finito prestissimo nel dimenicatoio. Ma a cambiare il corso delle cose sono arrivati due fatti: la presunta mandante, e il movente. Perché si parla, nel primo caso, di gente nota. Nel secondo caso, di fatti di cuore, o forse di soldi, o forse tutti e due. 

La mandante presunta, almeno secondo le indagini fin qui svolte da Squadra Mobile e commissariato di Fano, si chiama Antonella Zaccarelli, ha 52 anni, ed è conosciutissima a Pesaro in quanto per anni è stata direttore della fiera espositiva di Campanara, oltre a candidarsi, alle ultime regionali del maggio 2015, con la lista «Uniti per le Marche», che sosteneva Ceriscioli presidente: non è stata eletta. Ma è anche moglie, elemento questo che complica un po’ le cose, del presidente della Camera di commercio di Pesaro e Urbino, Alberto Drudi. L’esecutore, sempre per l’accusa, sarebbe un certo Fabio Di Lucera, 32 anni, muratore, uno con la passione dei cavalli, tanto che lui, che, per la cronaca dice che in questa storia non c’entra assolutamente nulla, racconta che la Zaccarelli l’ha conosciuta solo perché lei e una sua amica frequentavano il maneggio in cui lui tiene la sua cavalla. La terza donna, che nello schema dell’accusa sarebbe l’intermediaria tra gli altri due, si chiama Georgina Lepore, classe ’51, residente a Cattolica. Tutti e tre, con i rispettivi legali, hanno appuntamento domani, in procura a Pesaro, perché il pm ha nominato un consulente tecnico che dovrà ‘sviscerare’ i telefonini di tutti e tre, sequestrati giorni fa, quando i poliziotti vanno a casa di Di Lucera e delle sue due conoscenti. Oltre al telefonino, a Di Lucera sequestrano anche una felpa e un paio di scarpe. Quindi, domani i legali dei tre indagati potranno nominare un loro consulente che assista alle operazioni del collega nominato dalla procura.

Procedure di rito, si sa: ma sono irrituali il caso e i protagonisti. Perché Zaccarelli avrebbe chiesto a qualcuno di dare fuoco all’emittente? Da quanto trapelato finora, sarebbe una vendetta contro un collaboratore della tv che con la Zaccarelli aveva avuto una storia. «La donna – scrive il sito della tv incendiatanon si rassegnava all’idea di essere stata mollata da un nostro collaboratore dopo un breve periodo di frequentazione insieme». Quindi, pista passionale condita da ritorsione. Ma dietro, si vocifera anche di contese meno romantiche, e più venali. Se fosse questo il movente, e se fosse confermato che il muratore è l’esecutore, resta anche il mistero su quale entità o forma di pagamento abbia avuto quest’ultimo. Ma qui, in termini investigativi, siamo al buio. Per ora. Le indagini sono agli inizi. E’ l’apertura dei telefonini. Il legale di Di Lucera, Marco Defendini, ha già depositato al Tribunale del riesame l’istanza per il dissequestro del cellulare del suo cliente. Da lì si capirà meglio gli indizi della procura a carico dei tre indagati. Zaccarelli si sarebbe confidata con i suoi: «Mi hanno incastrata, io non c’entro nulla, si sono inventati tutto». «Se si andrà a processo – dice invece Marco Ferri, direttore dell’emittente – Fano Tv si costituirà parte civile».