Fano, 7 ottobre 2017 - Cinque imprenditori marittimi fanesi sospesi dall’attività per aver impiegato 13 lavoratori ‘in nero’ di cui due irregolari sul territorio nazionale. E sanzioni per più di 40mila euro. Il commissariato di Polizia di Fano, coordinato dal dirigente Stefano Seretti, in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro-Urbino (diretto dalla dirigente Giuseppina Natali) e con l’Ufficio Circondariale Marittimo di Fano (al comando del Tenente di Vascello Clara Iasella) l’altro giorno ha sorpreso al Porto di Fano diversi lavoratori extracomunitari intenti a svolgere mansioni di pulizia reti, ma assolutamente sconosciuti alla pubblica amministrazione.

I controlli nei confronti dei pescherecci adibiti alla piccola pesca, attraccati alla banchina 13 hanno riguardato anche il personale imbarcato: in totale sono state controllate cinque imbarcazioni e 20 operatori. Tra queste persone, molte delle quali extracomunitarie, in parte richiedenti asilo ed in parte titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro, due (uno dello Sri Lanka e uno della Tunisia) risultavano addirittura irregolari sul territorio nazionale. Per questo l’ufficio immigrazione della Questura di Pesaro ha avviato le procedure per l’espulsione. Le verifiche di competenza del personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro invece hanno riguardato la posizione di 16 lavoratori dipendenti e di 5 aziende del settore pesca ed agricoltura, per i quali gli accertamenti sono ancora in corso.

Lo stesso personale ha accertato la presenza di ben 13 lavoratori «in nero» ed ha adottato 5 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per utilizzo di manodopera in nero. Al momento risultano accertate sanzioni per oltre 40mila euro. L’operazione di controlli congiunti ha comportato il dispiego di ben 20 unità, di cui 10 del Commissariato di Fano, cinque dell’Ufficio Circondariale Marittimo e cinque dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro- Urbino.