Fano (Pesaro Urbino), 15 dicembre 2017 - Si chiama «CBWeed. Cannabis light» ed è il primo negozio della Provincia autorizzato a vendere cannabinoidi. Ha aperto pochi giorni fa in via Gabrielli 77 e nasce dall’idea di 6 trentenni, di Fano e dintorni, di sfatare le false credenze sulla ‘canna’. «Noi vendiamo esclusivamente il cannabidiolo o Cbd – spiega uno dei soci, Alessandro Rizzi, 33 anni – che è uno dei cannabinoidi più abbondanti nella canapa. Siamo l’ultimo anello di una filiera che parte dalla coltivazione della canapa e proponiamo tutta una gamma di prodotti che parte dalle farine, passa per i biscotti (in questo periodo anche panettoni, ndr), pasta, piadine per arrivare alle birre, lecca lecca e i prodotti cosmetici».

Tra gli scaffali si trovano anche le inflorescenze con percentuali di Cbd che variano dal 12 al 19% e prezzi che si aggirano tra i 19,50 ai 48,50 euro per un sacchetto che ha diverse profumazioni. «Vendiamo solo a maggiorenni, anche se i nostri prodotti non hanno alcun effetto psicoattivo - specificano i soci -, come quelli causati dal thc della marijuana. Il cbd è una molecola che non influisce su umore, coscienza o facoltà mentali. Lo vendiamo come prodotto tecnico, non per la combustione. Ma non è vietato fumarlo. E’ diverso da quello venduto per strada perché non contiene la parte che porta allo sballo (il thc, ndr) è solo per il sapore... come per gli amanti di un buon sigaro».

In negozio non c’è nessun articolo per fumatori. «E’ una scelta ideologica. Non vogliamo incitare il consumo di spinelli. Noi vendiamo le influorescenze per decotti e impacchi perché è stato ampiamente dimostrato che la molecola cbd ha diverse proprietà terapeutiche. Tra i nostri prodotti i più venduti infatti c’è l’olio, un integratore alimentare sempre più popolare grazie alle sue proprietà antinfiammatorie». Ed è proprio dai benefici terapeutici del cannabis sperimentati da due dei sei soci che questa estate è partita quest’avventura. «Due di noi, per malattie che li costringono sulla sedia a rotelle – spiega Rizzi – hanno iniziato ad usare il cannabis per fini terapeutici. Da lì l’idea di entrare a far parte di questo Franchising. Ho girato personalmente tutte le fiere del settore e ho scelto il marchio CBWeed perché è quello che ha un immagine più etica».