Fano (Pesaro urbino), 5 dicembre 2017 - Vendeva droga anche ai 12enni. Lui, ragazzino tra i ragazzini. Gli agenti del commissariato di Fano lo hanno arrestato sabato sera in centro a Fano, con 200 grammi di marijuana (suddivisa in dosi) infilata nelle mutande e 350 euro in contanti nelle tasche. Ha compiuto 18anni pochi giorni fa il giovanissimo pusher degli studenti fanesi. Per quei pochi giorni sconterà una pena da adulto. Processato per direttissima, ieri, è stato condannato dal giudice a 11 mesi di reclusione (pena sospesa) assieme ad una multa di 3mila euro. Spacciava senza farsi nessuno scrupolo anche ai ragazzini delle medie. La mattina prendeva le prenotazioni e la sera fissava gli appuntamenti. Come un manager. Il suo ufficio, neppure a dirlo, era il Pincio. Ormai luogo deputato all’uopo.

I poliziotti coordinati dal vice questore aggiunto Stefano Seretti, lo tenevano d’occhio da giorni. Da quando dopo l’accoltellamento i Giardini Roma sono diventati un sorvegliato speciale per le forze dell’ordine. Non è passato inosservato quel ragazzino, nullafacente, con uno stile di vita superiore alle proprie possibilità. Contornato da tantissimi ‘amici’ di età differenti. Il modus operandi era semplice. Il sabato mattina, già mezz’ora prima del suono della campanella, il 18enne si faceva trovare nei giardinetti in attesa che decine di studenti passassero da lui per fare le loro «ordinazioni». Le segnava sul cellulare. Chi 10 euro, chi 15 e chi 20 euro di fumo. Per chi aveva perso il turno, si ripresentava al Pincio all’uscita di scuola. La consegna la sera, quando i clienti tornavano in centro per lo struscio.

Li aspettava passeggiando in su e in giù lungo le mura che collegano il Pincio a Porta Giulia. E’ qui che gli agenti lo hanno fermato, dopo che aveva ceduto dosi ad un minore. Dalla successiva perquisizione in abitazione, è saltato fuori anche il classico bilancino di precisione. «Quello dello spaccio in così giovane età – ammonisce il dirigente del commissariato di Fano, Stefano Seretti – è purtroppo un fenomeno sempre più diffuso, anche nella nostra città. Non riguarda solo gli stranieri, ma anche i ragazzini italiani. Anche appartenenti a famiglie perbene. Per questo i genitori devono essere i primi controllori dei loro figli, per cercare di evitare in tutti i modi che possano prendere strade sbagliate. E’ necessario prestare tutti molta attenzione».