Fano (Pesaro e Urbino) 21 dicembre 2017 -  L'hanno chiamata Circoli Viziosi, perché la base dello spaccio erano i due circoli per anziani: quello di via La Speranza e 'Montecelso' di via delle Vigne. I Carabinieri della Compagnia di Fano li hanno sequestrati entrambi per il pericolo che vi si potesse reiterare il reato.

Le tre titolari sono indagate a piede libero per  aver consapevolmente agevolato l’attività di spaccio degli arrestati e tollerato che nei loro locali si facesse largo uso delle droghe appena acquistate anche alla presenza di numerosi avventori tra cui molti minori. Complessivamente nel corso di tutta l’indagine sono state tratte in arresto 8 persone, sequestrati 70 grammi di cocaina, 72 grammi di marjuana, 50 grammi di hascisc e alcuni grammi di eroina nonché 5.000 euro in contanti.

Si è conclusa questa notte una maxi operazione antidroga iniziata nell'ottobre del 2016.  Alle prime luci dell'alba 80 carabinieri supportati da due unità cinofile hanno dato esecuzione a Fossombrone a 5 misure cautelari ordinate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Urbino nonché a 24 perquisizioni, emesse da Irene Lilliu pubblico ministero della medesima Procura, nei confronti di altrettanti indagati. I reati contestati sono la detenzione ai fini di spaccio di notevoli quantitativi di stupefacenti del tipo cocaina, eroina, marijuana e hashish insieme a due estorsioni commesse dagli spacciatori nei confronti dei clienti morosi. Una ragazza, infatti, in poco più di un anno, avveva accumulato un debito di 38mila euro. 

A finire agli arresti domiciliari sono stati i forsempronesi Francesco Ferone, 36enne, Nader Seghaier, 20enne, Micol Truffi, 24enne, Luigi Marietti, 21enne, tutti nullafacenti e volti noti agli operanti; a C.G., 34enne originario di Aversa il G.I.P. ha disposto l’obbligo di presentazione giornaliero alla stazione dei carabinieri di Fossombrone. Nel corso delle 24 perquisizioni altre tre persone sono state arrestate in flagrante per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (i nomi non sono stati diffusi perché gli arresti non sono ancora stati convalidati), un’altra deferita in stato di libertà mentre altre cinque segnalate alla prefettura quali assuntori.

Le lunghe e laboriose indagini erano state avviate più di un anno fa a seguito di varie segnalazioni da parte di cittadini che avevano notato strani traffici di veicoli e persone nei pressi di diversi luoghi di ritrovo. E così i carabinieri della Stazione di Fossombrone avevano posizionato su quegli edifici delle telecamere, iniziando allo stesso tempo a tenere sott'occhio alcuni volti noti. Hanno scoperto ben presto che per molti giovani forsempronesi fare lo spacciatore era l’unico ed alquanto redditizio lavoro con una platea di oltre 40 clienti originari oltreché di Fossombrone di molti paesi della provincia pesarese.

Il gruppo aveva organizzato un collaudato metodo di spaccio e messo in campo tutte le contromosse  possibili per eludere le investigazioni da parte degli inquirenti. Infatti l’uso di telefoni cellulari era ridotto al minimo essenziale perché i clienti erano stati abituati a recarsi direttamente dopo una certa ora nei due circoli o nelle piazze circostanti, dove sapevano che avrebbero trovato lo spacciatore di riferimento. E quand’anche gli inquirenti fossero riusciti ad individuare le utenze nella disponibilità degli spacciatori, attribuirle si sarebbe rilevato assai difficoltoso per intestatari fittizi e variegate società di telefonia utilizzate.

La chiave di volta dell’indagine è stata però quella che il gruppo di spacciatori riteneva la loro forza ovvero il contatto diretto con i clienti nei luoghi di spaccio conosciuti e la consolidata connivenza
delle gestrici dei due insospettabili circoli ricreativi. La tecnologia al servizio del metodo d’indagine tradizionale fatto di lunghi periodi di osservazione dei luoghi di spaccio, ha permesso di identificare tutti i componenti del sodalizio e di documentare  almeno un centinaio di cessioni e di identificare almeno cento clienti tra cui molti minori e di diversa estrazione sociale: dallo studente, alla giovane mamma casalinga, al professionista 50enne, al bravo ed affermato imprenditore, per citarne solo alcuni. La droga, opportunamente tagliata e confezionata in sacchetti del peso da uno a cento grammi, era per lo più smistata, sempre da corrieri insospettabili tra cui diverse giovani donne. 

Quando il cliente moroso non saldava il debito contratto, alcuni degli indagati, in due diverse  circostanze, non hanno esitato ad estorcergli il debito con atti intimidatori di crescente violenza. In un’occasione il romano A.S., forte del suo curriculum criminale, è stato assoldato da Francesco Ferone per “convincere” un cliente a saldare i debiti; “O mi dai i soldi, o ti spezzo le gambe!” era il suo gentile invito per chiudere la transazione in maniera “amichevole”.