Fano, 15 febbraio 2018 - Banconote rubate dalla cassetta delle offerte, ma anche dai contenitori per la raccolta dei fondi in favore dei malati di tumore. La camera mortuaria dell’ospedale Santa Croce è da tempo nel mirino dei ladri, che anche in pieno giorno agiscono indisturbati, mimetizzandosi tra i partecipanti ai funerali. «Forzano le porte – spiega Rosella Sabbatini, responsabile dell’obitorio – per depredare le offerte, ma puntano anche a rubare gli oggetti di valore dalle salme, obbligandoci a mettere in guardia i parenti, che sono costretti a sostituire le fedi nuziali dei congiunti con copie finte in alluminio».

La tecnica usata sarebbe sempre la stessa: uno spezzone di fil di ferro attaccato al nastro biadesivo, che viene infilato nell’apertura della teca, appiccicando così le banconote. «Lo ha scoperto il cappellano, don Marco Polverari – precisa la responsabile – che ha trovato all’interno della cassetta delle offerte un filo metallico con una banconota da dieci euro ancora attaccata e, di conseguenza, ha modificato la fessura della teca, applicando dall’interno una protezione».

Uno scenario surreale e desolante, quello emerso, in cui l’avidità di predoni senza scrupoli calpesta il senso di pietà e di rispetto verso i defunti. «La direzione sanitaria – aggiunge Rosella Sabbatini – ci ha fornito alcuni cartelli per avvisare di non lasciare incustodite nella camera ardente le scatole con le offerte delle varie associazioni benefiche, ma noi abbiamo pure comprato due massicci catenacci per proteggere le porte di ingresso. Speriamo che sia sufficiente, ma i furti spesso si verificano quando l’obitorio è aperto e ci sono in contemporanea diversi funerali: nel momento in cui i parenti escono per una pausa, i ladri si intrufolano fingendosi amici dei defunti, razziando denaro e oggetti di valore».

Il denaro rubato di volta in volta (difficile quantificarlo con esattezza) ammonterebbe a qualche decina di euro, ma alla lunga le somme sottratte sarebbero divenute cospicue, costringendo gli operatori a controlli più serrati, che a volte hanno portato a smascherare i delinquenti: «Una volta ne abbiamo sorpreso uno – ricorda Sabbatini -: si era avvicinato talmente tanto al defunto, per appropriarsi dei suoi oggetti preziosi noncurante dei presenti, che gli sono caduti gli occhiali nella bara. Di denunce ne sono state fatte diverse, ma i furti non si sono fermati».

Intanto tra la gente c’è indignazione per la presenza di balordi in grado di forzare le serrature anche all’interno dell’obitorio, approfittando degli spostamenti dei custodi che, nel rispetto dei momenti di raccoglimento e di preghiera, non possono garantire una sorveglianza a tappeto. E spesso i parenti dei defunti sono privati della tranquillità personale, temendo di essere depredati di oggetti che rappresentano un legame affettivo con la commemorazione della persona cara venuta a mancare.