Fano (Pesaro Urbino), 3 dicembre 2017 - E’ viva, ustionata a mani e viso, ma viva. Un caso o forse un miracolo ha salvato una donna di 58 anni di Ponte Sasso che è scampata allo scoppio della sua Panda a metano mentre stava viaggiando. E’ accaduto alcuni giorni fa a Marotta, ma se n’è avuta notizia solo ieri perché il marito Fabrizio ha voluto far sapere che può succedere quanto vissuto dalla moglie: «Quattro anni fa abbiamo messo il metano nella nostra Panda a benzina. Un lavoro fatto da un’officina di Fano».

«LLa bombola – racconta – è stata posizionata nel bagagliaio e ci sono i vari tubi all’interno dell’abitacolo. Ma evidentemente c’è stata una perdita di metano che ha saturato la macchina ed è bastata un innesco per fare un botto. Questo ha provocato una fiammata che è arrivata fino al parabrezza colpendo alle mani e alla testa mia moglie per poi tornare indietro e fuoruscire dal portellone posteriore che per fortuna con lo scoppio si era aperto. Intanto mia moglie è riuscita a fermarsi e a scendere dall’auto col suo piumino in fiamme. Alcune persone le hanno gettato acqua per spegnere il fuoco. E’ stata portata in ospedale a Fano dove i medici le hanno riscontrato ustioni di secondo grado, quindi molto in profondità, alle mani e di primo grado al volto. La macchina in sé non sembra aver avuto nulla perché l’incendio si è sviluppato all’interno ed è stato subito spento. Ma come è possibile che scoppi un impianto a metano? Ho chiesto ai vigili del fuoco – continua Fabrizio – i quali mi hanno risposto che non è possibile mentre quello che è avvenuto era dovuto alla saturazione dell’abitacolo col gas. Una perdita dovuta ad un tubo che era stato stretto con delle fascette forse poco efficaci. Sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri, i vigili urbani, ma fatto sta che mia moglie ha corso un rischio mortale per un qualcosa che dovrebbe essere sicurissimo. Abbiamo fatto la revisione e nessuno ha avuto niente da ridire anche se io ricordo che un tempo le bombole del metano stavano fuori dalle auto, o sopra nel tetto o sotto come hanno ora tutte le macchine che escono dalla fabbrica con l’impianto a metano».

«Non avevo mai visto – dice Fabrizio – mettere le bombole nel bagagliaio perché se c’è una perdita può scoppiare la macchina. Intanto mia moglie ha le mani e il volto fasciato».

ro.da.