Pesaro, 28 settembre 2017 - Lei 40enne sudamericana, lui 28enne albanese. Un amore tormentato il loro, condito da decine di denunce per violenza personale, minacce e tanto altro ancora. Ieri pomeriggio l’ennesimo furioso litigio tra i due, all’ora di pranzo, per i soliti inconsistenti motivi spesso dovuti all’abuso di alcol. Ennesime urla con la conseguente mobilitazione di tutte le forze possibili e immaginabili: polizia, carabinieri, vigili urbani e 118.

Ormai, quando alla centrale operativa arriva una telefonata da San Lazzaro, tutti sanno già dove andare prima che il segnalatore indichi la via e il numero civico in cui prestare soccorso. Le forze dell’ordine di Fano li conoscono bene quei due stranieri turbolenti, per le innumerevoli volte che devono accorrere a sedare i loro animi. Ma non sono riusciti a mettere fine a quest’odissea di litigi, neppure quando questa estate la polizia ha beccato l’albanese in flagranza di reato a rubare una costosa bicicletta, circostanza che ha fatto scattare le manette ai suoi polsi aprendo il filone d’indagine che ha portato al rinvenimento alcune settimane fa di un magazzino con una cinquantina di biciclette rubate, smontate, ripitturate, pronte ad essere rimesse sul mercato. Il 28enne non si è fatto un solo giorno di carcere.

E così ieri l’ennesima lite furiosa. Lui poco dopo le 14 prende e se ne va di casa, portandosi via il cellulare di lei. E così lei dà definitivamente in escandescenza. Quando arrivano le divise, la donna gli apre ma non si placa. Urla, dà in escandescenza e afferra dei coltelli da cucina che brandisce, ma senza far male a nessuno. Alla fine riescono a placarla e il 118 la porta in Psichiatria al Santa Croce. Le forze dell’ordine vorrebbero un Tso, ma i medici non lo ritengono il caso e la rimandano a casa.