Fano, 12 febbraio 2018 - Tavoli e sedie nuove alla Mensa di San Paterniano, perché quel luogo di accoglienza e fraternità diventi sempre più uno spazio di qualità in cui gli ospiti non si sentano degradati. Ha fatto uno sforzo economico non indifferente l’Opera Padre Pio che gestisce quello spazio che ora è in grado di accogliere fino a 140 persone, come è stato la prima domenica di carnevale quando ha ospitato per pranzo 140 bambini provenienti dalle zone terremotate, ospiti del Carnevale di Fano. I nuovi arredi sono costati infatti 15mila euro, ma la provvidenza ha provveduto.

«La Regione Marche – spiega la presidente dell’Opera, Laura Cecconi –, grazie a un emendamento alla Legge Finanziaria 2018 inserito dal consigliere fanese Mirco Carloni in fase di assestamento di bilancio, ha stanziato 5mila euro proprio per permetterci di fare questo rinnovamento che si era reso ormai necessario. Dal 1998 ad oggi, infatti, non avevamo più fatto nulla e quindi le sedie erano ormai claudicanti e i tavoli si erano scrostati tutti...». «Fino a due anni fa non sapevo neppure dell’esistenza di questo posto – ammette Carloni –. Poi ho conosciuto questo esempio concreto di sussidiarietà: una realtà che vive di risorse proprie, con un bilancio sopra i 100mila euro annui, che dà senso all’operarsi per gli altri. Una realtà da 12mila presenze, per metà italiani, tra i quali tanti fanesi che anche per un breve periodo si sono trovate in difficoltà. Da qui era nata l’anno scorso l’idea di attivare un servizio docce perché queste persone non cadano nel vortice dell’emarginazione sociale: il solo fatto di farsi una doccia e indossare vestiti puliti le valorizza. Ora l’idea che questo luogo sia vissuto come un ambiente accogliente e confortevole, in cui fare un momento di pausa».

I numeri di questa ‘pausa’ parlano da soli. Nel 2017, l’Opera Padre Pio ha ospitato 12.473 utenti tra mensa, dormitorio e docce, di cui 1.347 di Fano e dintorni (l’11%). Disoccupati, tanti padri separati, piccoli esercenti in crisi economica, anziani a cui non basta la pensione. Tanti italiani (oltre 5mila) e tanti stranieri soprattutto africani (il 25%), afgani, pakistani, est europei e persino 131 americani. Ben 29mila i pasti erogati e 324 le persone ospitate nel dormitorio anche solo per una notte, tra cui 50 donne. «In alcuni casi non riusciamo a rispondere perché le persone sono malate o non vogliono realmente farsi aiutare» spiega la Cecconi, fiera però che «la città di Fano continui a dimostrarsi sensibile sia con la forza lavoro dei tanti volontari che orbitano nella struttura, sia con le offerte. Mi commuovono quei pensionati che da anni fanno il loro versamento di 8 euro perché di più non possono. E così andiamo avanti... grazie al poco di molti».