Fano, 18 marzo 2017 - Ponte Sasso non ospiterà più i 32 profughi minori. Lo assicura il consigliere comunale di «Noi Giovani», Mattia De Benedittis, e lo conferma l’assessore ai Servizi sociali Marina Bargnesi, a cui nell’ultimo consiglio comunale aveva rivolti un’interrogazione. «La Labirinto (la cooperativa che si occuperà dei giovani ndr) – spiega Bargnesi – ci ha comunicato ufficialmente di voler optare per altre soluzioni in considerazione anche del fatto che gli immobli scelti devono rispondere a norme antisismiche». Allo stato attuale non si conosce quale sarà la nuova destinazione dei profughi. «Non è detto – sottolinea De Benedittis – che sia Fano anche se il Comune, insieme a Pesaro e Lunano, ha aderito al bando Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per minori non accompagnati». La notizia della sistemazione dei profughi nell’ex colonia Mater Purissima di proprietà della Curia di Urbino «aveva creato – fa notare il consigliere De Benedittis – non poche preoccupazioni tra i residenti e le attività economiche, in una zona a forte vocazione turistica».

Esclusa la struttura di Ponte Sasso, tra l’altro considerata inadeguata, troppo grande e pericolosa, dalla stessa Amministrazione comunale (il sindaco Massimo Seri e l’assessore Bargnesi avevano fatto un sopralluogo per rendersi dello stato degli immobili), la soluzione dovrebbe essere quella di formare due gruppi con 16 ragazzi ognuno, da sistemare in stabili differenti. «Sarà avviato – spiega De Benedittis – un percorso per trovare delle strutture più piccole, come richiesto da ‘Noi Giovani’ e meno invasive per i quartieri ospitanti». Strutture di dimensioni più contenute sono una garanzia di «un percorso di integrazione sociale migliore per i richiedenti asilo».

Accantonata l’emergenza profughi, i residenti di Ponte Sasso continuano a portare avanti il progetto di valorizzazione dell’ex colonia per farne una casa per anziani con servizi annessi e impianti sportivi. La bozza del progetto preliminare, ancora in fase di elaborazione, è stata già mostrata al sindaco di Fano. La speranza, a questo punto, è di trovare degli investitori: rimane aperta la strada londinese, attraverso il console onorario Luciano Rapa, ma si guarda anche sul territorio nazionale, con l’eventuale interesse di imprenditori che abbiano voglia di scommettere su Ponte Sasso. Se così fosse la caparbietà e l’intraprendenza dei pontessassesi sarebbe premiata.