Fano, 8 febbraio 2018 - «I lavori di dragaggio del porto possono partire». Ad annunciarlo è il vice presidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi: saranno dragati 27 mila metri cubi di fanghi con una spesa di 845mila euro. Ieri mattina la firma da parte della Regione del decreto di autorizzazione ai «lavori urgenti di dragaggio selettivo delle darsene interne del porto di Fano con immersione dei sedimenti in cassa di colmata e in mare».

«Il via libera della Regione – prosegue MInardi – consentirà da subito di aprire i cantieri e dare avvio al dragaggio dei fondali liberando le darsene dai sedimenti, nel rispetto dell’ambiente marino e delle coste, aumentando la capacità di operatività di uno scalo necessario e importante per la città, per le attività della pesca, della nautica e del diporto e per lo sviluppo dell’intera Regione».

Tempi brevissimi, dunque, di inizio lavori dato che il Comune ha proceduto alla gara di affidamento delle opere all’impresa che interverrà sul porto e, già in questo mese di febbraio, si potrà avviare il cantiere. L’intervento di dragaggio consentirà di prelevare più di 27mila metri cubi di fanghi che ingombrano il fondale. Il progetto è stato elaborato dal Comune per una spesa di 845 mila euro, cifra conferita all’Amministrazione comunale quale contributo della Regione per il tramite dell’Autorità portuale.

Il primo passo verso la risoluzione del problema era stato compiuto quest’estate quando il dragaggio del porto di Fano, per accelerare i tempi, era stato stralciato dal progetto generale dei porti regionali. In quella occasione il Comune era stato delegato dalla Regione ad elaborare il progetto e ad appaltare i lavori. La scorsa settimana la Conferenza dei servizi, a cui erano presenti Regione, Autorità portuale e Arpam ha dato il via libera. Un lavoro in sinergia quello tra Regione e Comune che ha portato ad un risultato atteso da anni.

«Questo dragaggio è importantissimo – insiste Minardi – direi storico. Anticipare il dragaggio di Fano rispetto agli altri porti regionali non è stato facile, certo c’era una oggettiva situazione di difficoltà, ma è soprattutto il frutto del lavoro deciso e puntuale che hanno portato avanti la Regione insieme all’Autorità portuale, al Comune e all’Arpam. Senza l’impegno della Regione, in primo luogo, ma anche di tutti gli altri enti coinvolti il dragaggio avrebbe atteso ancora perchè le procedure sono estremamente complesse, vanno rispettate le normative, soprattutto quelle ambientali e, in questo caso, abbiamo dovuto superare difficoltà legate a prescrizioni specifiche». A chi obietta c he si poteva fare prima, Minardi replica: «In questo momento il risultato è che noi stiamo andando avanti, mentre gli altri porti ancora aspettano».