Fano, 20 gennaio 2017 - E' categorico il «No» di Ponte Sasso ai 32 minori, rifugiati, da ospitare nell’ex colonia Mater Purissima, ma c’è chi coglie l’occasione per lanciare la provocazione di abbandonare Fano per unirsi a San Costanzo. Per dare voce a quella parte di cittadini che si sente trascurata da Fano è nato, ieri, il gruppo Facebook «Un mare a San Costanzo» (amministratore Davide Diotallevi) che ha già oltre 200 iscritti. Presto nascerà un Comitato, con lo stesso nome, a sostegno dell’aggregazione di Ponte Sasso a San Costanzo. L’idea è quella di seguire lo stesso percorso che ha portato Marotta sotto l’Amministrazione comunale di Mondolfo. «Ci piacerebbe – affermano i promotori delle due iniziative – trasformare l’ex colonia in un centro sportivo con al suo interno scuola materna e scuola elementare. La struttura potrebbe anche essere riutilizzata come centro estivo per i bambini dell’entroterra perché ha la sua spiaggia privata».

E ancora: «Siamo un po’ stanchi di come ci tratta Fano. I fanghi del porto sono nel nostro territorio da 4 anni, quando sarebbero dovuti rimanere un anno solo e sono diventati da 3mila a 18mila. Noi viviamo di turismo, abbiamo 6 alberghi e altrettante concessioni, siamo 1000 abitanti e già ospitiamo 300 stranieri, principalmente senegalesi». Una vera e propria sfida che questi cittadini di Ponte Sasso lanciano al Comune di Fano e che San Costanzo segue con interesse. «Non è la prima volta che Ponte Sasso – commenta il sindaco di San Costanzo Margherita Pedinelli – manifesta questa esigenza, è già accaduto in passato, sono state anche raccolte delle firme. La vicenda degli immigrati non credo c’entri nulla, conta invece il fatto che molti cittadini di Ponte Sasso sono originari di San Costanzo e che quella è la spiaggia naturale dei sancostanzesi».

Aggiunge Pedinelli: «Come sindaco di San Costanzo guardo con attenzione a quello che succede a Ponte Sasso con cui da sempre abbiamo rapporti stretti». Intanto la delegazione di residenti a Ponte Sasso che lunedì sera ha incontrato il sindaco Massimo Seri e i rappresentanti delle cooperative Labirinto e Iris Aurora (che prenderanno in gestione la colonia Mater Purissima di proprietà dell’Arcidiocesi di Urbino) sta cercando di ottenere un appuntamento con l’arcivescovo del capoluogo feltresco Giovanni Tani. Il timore dei residenti è che ai 32 minori possano seguire, nel tempo, altri rifugiati. Anche se le cooperative hanno assicurato che sarà ristrutturata solo una parte dell’ex colonia (il primo e il secondo piano dell’ala più nuova della struttura), i cittadini rimangono convinti che questa iniziativa apra le porte ad altri migranti.

«A Ponte Sasso – fa notare Luca Rodolfo Paolini della Lega Nord – ci sono quasi il 30% di stranieri. Perché i minori non li portano a Pesaro dove il rapporto immigrati-residenti è di gran lunga inferiore ? Tra l’altro, essendo minori, sarebbe più agevole gestirli in città. Aspettarsi un aiuto da parte di Seri o Ricci o dagli altri sindaci del Pd è inutile». La Lega Nord annuncia una manifestazione, prossimamente, a sostegno di Ponte Sasso.