Fano, 29 aprile 2017 - Lo hanno individuato. E’ un 32enne di Montecchio, già condannato per droga. E’ lui, secondo la procura di Pesaro, ad aver incendiato il 23 marzo scorso la sede di Fano Tv a Rosciano. Il nome non è ancora noto ma è certo che ha subìto una perquisione domiciliare da parte della polizia (squadra mobile e commissariato di Fano). Gli sono stati sequestrati oggetti (telefonini) e indumenti, in particolare felpe, una delle quali usata per compiere l’attentato incendiario. Ma questa persona indagata non avrebbe avuto alcun rapporto con Fano Tv né crediti da vantare o torti da regolare. Sarebbe il sicario, colui che ha incendiato per conto di qualcuno. Una specie di favore a terzi. Chi sia il mandante è ancora un mistero, ma probabilmente per poco. Il difensore del pregiudicato è l’avvocato Marco Defendini che spiega: «Andremo al tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro di telefoni e capi d’abbigliamento. Posso solo dire che è stata perquisita la casa del mio assistito con l’ipotesi accusatoria di incendio doloso. Non è stato rinvenuto nulla di che. Il mio assistito si professa innocente ed estraneo all’incendio doloso della sede di Fano tv di cui ignora tutto».

Eppure l’attività investigativa ha puntato su questo giovane di Montecchio che forse doveva un favore al mandante. Quale, non dovrebbe essere difficile immaginarlo. L’agguato incendiario avvenne intorno alle 21, quando la la redazione era vuota da pochi minuti. Sembra escluso che ci fossero altre persone nel dare fuoco alla tv. Il 32enne avrebbe fatto tutto da solo, anche se resta da capire se ha acquistato tanica e benzina. E’ più probabile che lui abbia pensato all’accendino e a scegliere il momento adatto per incendiare la sede televisiva. Che in quel momento era vuota perché l’ultimo giornalista era uscito alle 20.20 dopo aver impostato la programmazione serale. Al momento dell’attentato, andava in onda un tg registrato ma a saperlo non erano in tantissimi. E il sicario ha agito incurante di essere visto in quanto erano aperti sia un ristorante che un bar.

L’allarme ai vigili del fuoco venne dato con un certo ritardo, alle 21.45, ossia un’ora dopo. Le fiamme sono state viste da tre ragazzini che passavano davanti alla sede della tv. Vedendo l’incendio in corso hanno chiamato i pompieri che in poco tempo sono riusciti a circoscrivere le fiamme e a limitare i danni. Che di fatto sono risultati di poco conto permettendo la piena funzionalità delle apparecchiature di trasmissione fin dal giorno seguente. Il direttore dell’emittente ha escluso che fosse sotto minaccia di qualcuno o che avesse nemici o che l’incendio fosse un atto intimidatorio. Eppure quel pregiudicato (se verrà riconosciuto il responsabile) ha agito per conto di qualcuno interessato a fare danni a quella tv. Perché, lo si saprà presto.