Fano, 11 ottobre 2017 - Si continuerà a nascere a Fano, città che nel 2016 ha avuto numeri migliori di Pesaro (857 i nati al Santa Croce, 794 i nati al San Salvatore), almeno fino a quando non ci sarà il nuovo ospedale unico. Così ha assicurato il presidente della Regione Luca Ceriscioli, rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale Piergiorgio Fabbri (M5S). L’esponente grillino, infatti, facendo riferimento alla normativa nazionale che dispone la chiusura dei punti nascita con meno 1.000 parti all’anno, ha chiesto chiarimenti sul destino dei punti nascita di Fano e Pesaro.

Le rassicurazioni di Ceriscioli, però, non convincono la consigliera comunale di Fano5Stelle, Marta Ruggeri: «Con l’ospedale unico scomparirà il punto nascita di Fano e i fanesi nasceranno tutti pesaresi». Per il momento, però, la somma dei parti nelle due strutture ha consentito la salvezza di entrambi i punti nascita. «Siamo oltre i 1.600 parti all’anno – ha dichiarato Ceriscioli – nelle due strutture che fanno parte di un’azienda ospedaliera unica ossia Marche Nord, quindi pienamente dentro i parametri nazionali».

Per il sindaco Massimo Seri buone notizie, ma che non rappresentano una novità. «E’ una conferma che mi rincuora – commenta il primo cittadino – ma sapevo già che il punto nascita del Santa Croce non era in discussione, altrimenti mi sarei mosso diversamente». Seri coglie l’occasione per tornare sulle richieste avanzate alla Regione a favore del Santa Croce e del territorio fanese, a compensazione dell’ospedale unico a Muraglia. «Al di là di quanto sostengono i detrattori – prosegue Seri – il Santa Croce è e rimane aperto e avremo la clinica privata convenzionata. L’obiettivo è di tradurre questi risultati, quanto prima, in atti amministrativi».

E’ tutt’altro che ottimista la consigliera grillina, secondo la quale le notizie dalla Regione «non fanno che confermare i nostri sospetti sul trasferimento di ostetricia e ginecologia a Pesaro, quando ci sarà il nuovo ospedale. D’altra parte questi reparti non sono citati nell’ordine del giorno approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale e destinato alla Regione. Non c’era neppure Pediatria, inserita all’ultimo momento».

Se l’area materno infantile si sposterà nella nuova struttura di Muraglia (che comunque non avrebbe neonatologia destinata a rimanere solo ad Ancona) c’è il timore che anche il centro per le cure palliative possa essere realizzato a Pesaro. «Seri – prosegue Ruggeri – ha svenduto la possibilità di nascere fanesi in cambio di qualcosa. Cosa non lo sappiamo, ma una contropartita l’avrà certamente avuta».