Fano (Pesaro e Urbino), 6 novembre 2017 - «Il presunto squalo bianco avvistato a Fano è un formidabile predatore da cui è buona norma stare lontani, ma abbiamo il dovere di rispettarlo, considerato che il Carcharodon carcharias è anche una specie protetta». A parlare è Corrado Piccinetti, biologo marino, in merito all’avvistamento, qualche giorno fa, di un grande squalo prima nelle acque riminesi (guarda qui il VIDEO) e poi a poche centinaia di metri dalla costa fanese. 


Questo tipo di squalo è normalmente presente in alto Adriatico? 
«Occasionalmente, ma può capitare che si spinga in prossimità delle nostre coste seguendo le navi mercantili che gettano rifiuti in mare, anche se è probabile che quello avvistato a Fano stesse cacciando i tonni». 

Secondo lei resterà in zona? 
«Sì, fino a quando troverà cibo in abbondanza approfitterà della situazione». 

Lo squalo potrebbe essere responsabile della sparizione dei pesci di superficie e del ritrovamento di una carcassa di un pesce dilaniato, come segnalato da un pescatore? 
«I pesci che vivono in superficie sono drasticamente diminuiti negli ultimi anni a causa dell’aumento dei tonni che li cacciano, mentre la carcassa del pesce, che a mio avviso potrebbe essere un cetaceo, è molto probabile che sia opera del pescecane, che forse lo ha azzannato senza divorarlo completamente». 

Può essere pericoloso per l’uomo? 
«Come lo può diventare un leone a cui ci si avvicina troppo: può accadere che l’animale non faccia nulla se non è stuzzicato. L’uomo non rientra nell’alimentazione dello squalo, ma se qualcuno tentasse di catturarlo o lo avvicinasse troppo, è ovvio che potrebbe attaccare». 

I pescatori sportivi che navigano su piccole imbarcazioni e canoe corrono pericolo? 
«Se sono prudenti e non si avvicinano all’animale no, ma se tentano di toccarlo o accostarlo il rischio è alto: un colpo di coda dello squalo bianco può rovesciare una barca».

Che fare trovandosi a tu per tu con lo squalo? 
«Allontanarsi e non tentare in alcun modo di catturarlo: non è un trofeo da portare a casa e, soprattutto, si tratta di una specie protetta la cui pesca è soggetta a pesanti sanzioni».