Fano, 11 dicembre 2016 - Alla Bcc di Fano l’obiettivo sono i giovani. Pur festeggiando in questi giorni i 105 anni di vita la banca cooperativa nata tra la parrocchia ed i campi coltivati, sa bene che il futuro si costruisce con le nuove generazioni e la capacità di stare al passo con le tecnologie. «La crisi è stata pesante e nelle Marche più che altrove – dice il presidente Romualdo Rondina – e riuscire ad avere risultati positivi in uno scenario economico complesso, anche e soprattutto nel credito, è comunque importante».

Sfiorando il miliardo di raccolta totale e con un patrimonio netto di quasi cento milioni, la Bcc di Fano è tra le banche cooperative più importanti della regione, pur avendo una presenza territoriale limitata alla città di Fano alla bassa valle del Metauro ed una filiale a Senigallia. Con una percentuale di solidità bancaria (Cet1) di ottimo livello (17,3%) la Bcc di Fano ha puntato soprattutto sul radicamento territoriale. Non è un caso se negli ultimi dieci anni i soci si sono triplicati, arrivando a 6.871.

«E’ una scelta voluta – dicono il direttore generale Giacomo Falcioni ed il vice direttore Marco Pangrazi – per il radicamento dell’istituto ma anche perché siamo in grado di offrire ai soci servizi e vantaggi non indifferenti». Soci e giovani come punto forte, anche attraverso borse di studio, bonus bebè e soprattutto il prestito universitario: «Consentiamo a tutti di potersi pagare gli studi, con un prestito fino a ventimila euro, con un rimborso decennale. Ai giovani dobbiamo dare occasioni», dicono i vertici della Bcc Fano, che ha superato i 33mila clienti.

Il radicamento è confermato anche dagli interventi fatti sul territorio: oltre 520mila euro all’anno tra mutualità, erogazioni liberali, sponsorizzazione e partecipazione ad eventi. I dati del 2016 saranno in linea con gli anni precedenti, anche di fronte alla crisi del credito («Abbiamo dovuto versare anche noi la nostra parte per la risoluzione di Banca Marche e degli altri tre istituti», dice il presidente Rondina). Non solo. Le difficoltà del principale istituto di credito regionale e delle Fondazioni proprietarie ha aumentato la pressione anche sulle Bcc. «Dalla riforma del ’92 – dice il presidente Rondina – tutti possono essere nostri soci, non solo agricoltori o artigiani. Siamo sul mercato come gli altri, pur avendo alla base una tradizione e un’organizzazione diversa».

Organizzazione che andrà a modificarsi ulteriormente con la riforma del credito cooperativo che il governo Renzi, Bankitalia e Bce hanno fortemente voluto, se non imposto. «Il percorso dev’essere ancora concluso – dice il presidente –, quando lo sarà nascerà una holding che vale il terzo gruppo italiano con 1,5 milioni di soci. E con una caratteristica ormai unica: il capitale sarà tutto italiano, a differenza delle grandi banche nazionali». Bcc Fano ha scelto Iccrea come partner naturale per la holding: «Non condividiamo – conclude il presidente – l’eventuale divisione in due prospettata da Cassa Centrale di Trento, con cui pur abbiamo rapporti. Ci sembra un errore dividere il fronte del credito cooperativo, ma questa è una nostra opinione». Fronte che coinvolge 20 istituti nelle Marche di cui sei nella nostra provincia.