Fano, 26 ottobre 2014 - ALL’INTERNO di Snamprogetti non c’è giorno che non si parli della cessione da parte di Eni. I dipendenti sono preoccupati. All’interno della cittadella fanese in questi giorni si stanno muovendo per organizzando un incontro dei lavoratori, che in mancanza di notizie certe vorrebbero capire due cose: se c’è davvero questa possibilità di vendita e se l’azienda sarà scorporata, divisa, frantumata in vari settori.

La questione Snamprogetti che è controllata da Saipem è arrivata anche sui banchi del Parlamento tramite un’interrogazione della deputata Lara Ricciatti (Sel) che sollecitava il Ministro dell’Economia a prendere una posizione, in qualità di azionista di maggioranza di Eni, e di intervenire attraverso gli strumenti riconosciuti dall’ordinamento affinché il colosso energetico considerasse pienamente le ripercussioni negative sui territori interessati, nel caso di cessione di Saipem.

«IL MEF — commenta la Ricciatti — si è limitato a riproporre la posizione di Eni che considera Saipem: “una partecipazione non-core, in linea con la composizione del portafoglio di tutte le altre compagnie petrolifere internazionali con cui Eni si confronta e a cui è equiparata dagli investitori mondiali nelle scelte di investimento. Pertanto, Eni sta valutando — ha spiegato il Ministero — una serie di opzioni sulle quali aggiornerà opportunamente il mercato. Nel frattempo continuerà a sostenere Saipem assicurandone la solidità finanziaria”.

Tradotto vuol dire che è molto probabile che Eni ceda Saipem e che su tale decisione dovrà rendere conto al mercato. Forse Eni dovrà rendere conto al mercato, ma il Governo deve rendere conto ai cittadini. Per cui questa è una risposta inaccettabile», ha copncluso Ricciatti. Intanto per domani alle 9 nella sala del consiglio è stato organizzata una conferenza dei capigruppo alla quale sono stati invitati tutti i parlamentari della provincia. «La Ricciatti ha dato al sua versione dei fatti — commenta il capogruppo Pd, Cristian Fanesi —. Io la risposta non l’ho vista. Lunedì intanto incontreremo i parlamentari. Il Pd ha sollecitato in particolare la senatrice Camilla Fabbri che è nella commissione industria, si occupa delle controllate e che il 4 novembre ha già un’audizione programmata con Descalzi. Solo allora si saprà un po’ di più... La preoccupazione non è tanto per la vendita, ma perché a Fano rimanga un presidio forte, strutturato, anche autonomo di un’azienda che dà tantissime soddisfazioni, lavoro a 1200 famiglie e qualifica la città».