Fano (Pesaro e Urbino), 26 settembre 2015 - Il caso Grizzly manda in cortocircuito la destra fanese, che dopo la parcellizzazione pre elettorale si è ora ricompattata nella richiesta di revoca della delega alla Legalità all’assessore Mascarin. Avevamo già fatto notare nei giorni scorsi che Fano 5 Stelle, dopo aver appoggiato con un comunicato stampa quella che è stata definita la ‘caccia a Mascarin’, si era defilata nell’atto pubblico ovvero nessuno dei tre consiglieri pentastellati ha firmato l’interrogazione urgente presentata in consiglio comunale che reca in calce i nomi di Aguzzi, Cucuzza, Delvecchio, Garbatini e Santorelli. Ed ora si capisce perché: è un autogol clamoroso. 

Nel documento si legge infatti: «Considerato che l’assessore Mascarin, amministratore delegato dal sindaco, è un pubblico ufficiale e come specificato all’ Art. 357 del Codice Penale ‘L’assessore è pubblico ufficiale in quanto esercita temporaneamente e per obbligo una funzione giurisdizionale’ e che quindi vige l’obbligo giuridico di denunciare un reato (art 357-358 cp.). Per l’omissione della denuncia di quanto previsto dal c.p. si configura un reato a carico del pubblico ufficiale, disciplinata dagli art 361-362 del codice penale Italiano». Per loro fortuna quello che hanno scritto nell’interrogazione non corrisponde al vero. Altrimenti, dato che l’occupazione dello stabile in via della Colonna 130 è stata ufficializzata (perché i ragazzi del Grizzly utilizzavano e frequentavano quello stabile da almeno un anno prima, come sanno bene le persone che frequentano la zona dell’ex aeroporto) il 1 maggio 2014 quando, ad esclusione di Garbatini, erano tutti amministratori della città... i firmatari dell’interrogazione si sarebbero autodenunciati a loro volta. 

«Lanciano accuse di reati di omissione commessi - sottolinea Mascarin -, senza peraltro aver minimamente chiaro: cosa sia un assessore; quando si integri una condotta penalmente rilevante. Il tema vero è semmai che la nostra città è stata abituata negli ultimi dieci/quindici anni a farsi imporre da guitti e saltimbanchi una politica volgare e mediocre, nella forma come nella sostanza, povera di idee e ricca di diapason, forte coi deboli e debole coi forti». Filippo Carloni, dirigente di Sinistra Unita, li ha messi tutti in ridicolo su Facebook con un fotoshop degno del sito satirico Sirena della Satira. «Accidenti - scrive - non sapevamo nulla che ad un assessore spettassero le stesse funzioni di un giudice. Così cerchiamo su Google, e... Viene fuori che l’origine della definizione è da attribuire niente meno che alla Treccani! Ma la cosa ancora più soprendente è che si riferisce agli ‘assessori’ nominati nella Corte di assise, secondo il decreto legislativo 23 marzo 1931, n. 249 e nominati addirittura da un decreto “reale” (non nel senso di “vero”, ma proprio del Re d’Italia) e scelti perchè ‘Esperti della vita e dei sentimenti del popolo’. Prima di copiare da internet, forse valeva la pena dare una letta alla fonte».