Fano (Pesaro e Urbino) 23 febbraio 2017 - Dalla felicità giovanile alla maturità. Dopo il grande successo di 'Happyness' (selezionato dal giornalista americano Brent Black come uno tra i dischi più belli del 2015 in America, rimanendo tutt’ora in classifica di vendite su Itunes) c'è grande attesa per l'uscita (il prossimo 24 febbraio) di 'Grazie' il nuovo album del jazzista fanese Marco Pacassoni e il suo quartetto (Marco Pacassoni, vibrafono, marimba – Enzo Bocciero, piano, tastiere – Lorenzo De Angeli, contrabbasso – Matteo Pantaleoni, batteria, percussioni ).

Dieci brani melodici per un lavoro durato tre anni, che ha trovato la chiave di volta e il punto di svolta nella morte prematura di papà Giorgio, un evento che ha trasformato il giovane musicista nell'uomo di casa. Tutto questo si percepisce nello scorrere delle tracce di 'Grazie' ed è il motivo per il quale Pacassoni ha dedicato il disco al padre. Che questo album sia un omaggio lo si capisce già dalla foto di copertina che ritrae il percussionista con un mazzo di bacchette colorate, come fiori porti ad una persona cara. Chi è questa persona cara invece lo si scopre negli ultimi due brani del cd: "Prelude to One Day" e "One day" (We'll play it together), un omaggio ad un uomo fondamentale nella carriera di Marco Pacassoni ovvero il padre Giorgio. Chitarrista dilettante e maestro della cartapesta per professione, consapevole della serietà richiesta da una vera carriera musicale, papà Giorgio è stato il primo a credere nel figlio oltre ogni ragionevole dubbio, lottando per la sua passione, standogli accanto fino a che la malattia non se l’è portato via... spronandolo a 'fare' e a spingersi oltre i confini, dandogli la forza per sentirsi una voce unica e distinta in un mondo di confusione.

“Essendo insegnante di percussioni al liceo – spiega Pacassoni - ora mi accorgo di tanti ragazzi che vogliono fare i musicisti e di tanti genitori che fanno di tutto per fargli cambiare idea. Invece mio padre mi ha sempre spronato ad inseguire il mio sogno... e lo ha fatto anche litigando con mia mamma che non voleva, perché sapeva che questa strada mi avrebbe portato lontano dalla famiglia”. Diplomato al conservatorio di Pesaro con lode e laureato in Professional Music al Berklee College of Music di Boston con lode nel 2005 ha vinto il premio di miglior "talento jazz" italiano al concorso Chicco Bettinardi di Piacenza. Docente di strumenti a percussioni al Liceo Musicale Rinaldini di Ancona e di armonia e composizione al'Accademia Zero Crossing di Pesaro Pacassoni suona esclusivamente vibrafoni, marimbe Adams, piatti Sabian, Bomap per bacchette (Silverfox), pelli (Attack) e percussioni (Go Bops).

Sono passati tre anni dal successo di 'Happiness': “quando uno fa un disco nuovo ha sempre il timore di non essere all'altezza. Questo disco ruota tutto attorno alla melodia: ho cercato di trasferire le mie emozioni in musica. Le tracce dieci tracce fanno tutte parte di esperienze giornaliere: dalla lezione al liceo musicale alla litigata con mia moglie, dal portare a spasso il cane al trovarmi davanti ad un muro viola a scrivere un brano”. E' Violet Wall il brano a cui è più legato dopo 'One day (la suoneremo insieme)' dove c'è un dialogo ancora mai fatto tra il figlio alla marimba e il padre alla chitarra classica suonata per l'occasione da Riccardo Bertozzini. “Non ho mai suonato con mio padre – si rammarica Pacassoni – se non una volta a 14 anni quando ancora non sapevo che avrei fatto il musicista”.